Gioco
Tutti sulla pedana inclusiva
Alle Puccini un progetto per alunni portatori di handicap e non
LIVORNO. Una pedana dell’inclusione. Vibrante. Serve per ascoltare musica e per altri progetti didattici mirati ai bambini sordi, ma non solo. Alla scuola elementare Puccini si racconta , il progetto didattico ‘I Corpi Vibranti’, laboratorio di ascolto sensoriale unico in tutta la Toscana. Il laboratorio si sviluppa grazie all’utilizzo di una pedana in legno, appoggiata a terra, che grazie alle vibrazioni riesce a far ascoltare musica e altre forme didattiche. Per questo motivo la pedana prende il nome di pedana vibro tattile. Il progetto nacque nel 2012 per aiutare un’allieva della scuola con problemi di udito. «Mi sono imbattuta in una pedana interrata e molto costosa a Bologna, in una scuola privata – racconta Assunta Vania Vitolo, coordinatore del progetto - noi ne abbiamo creata una mobile e più economica».
Il laboratorio sensoriale si sviluppa in tre incontri da un’ora circa ciascuno. Durante quest’arco temporale i bambini scalzi salgono sulla pedana e ascoltano attraverso le vibrazioni emesse dalla pedana in legno. L’ascolto può prevedere musica, rumore del mare, suoni della savana con i vari animali che la vivono e i suoni che nascono dai mezzi di trasporto della nostra città. La pedana può anche essere collegata ad una Lim (lavagna interattiva multimediale) così da creare una multi sensorialità attraverso udito, tatto, vista.
«La pedana è uno strumento inclusivo che ci rende orgogliosi – continua Vitolo – poiché utilizzabile da tutta la classe». La pedana, infatti, può accogliere fino a 8 bambini. Questo permette di includere il bambino portatore di handicap all’interno di un gruppo col quale non si sentirà solo ed emarginato. «La collaborazione è alla base di tutto il progetto – spiega Francesca, coordinatore dei volontari sordi che lavorano al progetto – sia per i bambini con handicap sia per quelli normo dotati».
Da una parte i bambini portatori di handicap si sentono parte di un gruppo: ragazzi ventenni, portatori di handicap anche loro, ma che nonostante ciò studiano, lavorano e svolgono una vita regolare.
Dall’altra i bambini normo dotati sviluppano un senso di solidarietà, di collaborazione, attenzione all’altro allargando lo sguardo su realtà diverse da se stessi. «Come rappresentante del Comune non posso che essere fiera di questi progetti inclusivi», dichiara Letizia Vai, pedagogista del Comune. «‘I Corpi Vibranti’ fa parte, infatti, del programma a sostegno della qualità dell’offerta educativo-scolastica “Scuola e città” del Comune. Grazie ai finanziamenti ricevuti è stato possibile svolgere il laboratorio in sedici classi delle scuole del territorio livornese». «Siamo felici di riuscire a proporre il laboratorio ad altre scuole – dichiara Vania Vitolo – e andiamo fieri del fatto che lo si faccia senza chiedere soldi. Il nostro è un progetto senza scopo di lucro».
Giada Nuti
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