Sicurezza
Semaforo ancora ko, incrocio caos
Incredibile: è fuori uso da 5 giorni per un guasto. Il Comune: «La centralina nuova arriverà oggi»
LIVORNO. Viale Mameli, intersezione con viale della Libertà, quinto giorno. La situazione è esattamente come nelle 96 ore precedenti: semaforo giallo lampeggiante, agenti della municipale presenti, compatibilmente con tutti gli altri impegni, nelle ore di punta. Caos totale all’incrocio, invaso da decine di auto al minuto, nel totale non rispetto delle precedenze. Tutto per una centralina che si è guastata, e che non è stata ancora sostituta. «Arriverà domani (oggi, ndr)», garantisce il dirigente della Mobilità, Luca Barsotti. Una promessa, quella dell’amministrazione, che speriamo si avveri: era stata fatta, uguale, anche il giorno precedente ed era andata a vuoto.
C’è preoccupazione: quel tratto di strada – peraltro a duecento metri dall’incrocio famigerato di via Redi, dove c’è il semaforo che fa le multe – è uno dei più trafficati della città perché unisce arterie importanti e veicola il traffico diretto verso il mare. E percorrerlo più volte al giorno, come succede a chi abita o lavora nella zona, diventa rischioso. E quando il problema non è il pericolo, lo è l’ingorgo. «Ho paura a passare di là - dice una residente - Io per prima freno e mi fermo perché nessuno rispetta le precedenze».
«La centralina è stata ordinata ed è in viaggio da Roma verso Livorno - spiega Barsotti - Purtroppo si tratta di un pezzo di elettronica molto delicato e complesso. Abbiamo avuto la sfortuna di trovarci nel mezzo del weekend: il sabato e la domenica hanno rallentato tutte le operazioni».
La cosa che fa riflettere è che poco più di un anno fa, nel gennaio 2016, era successa la stessa cosa all’incrocio di Barriera Roma, centro nevralgico di strade importanti. E anche in quel caso, il problema - legato sempre alla centralina - si era protratto per diversi giorni per gli stessi motivi per cui il disagio in viale Mameli si sta prolungando ora.
Viene da chiedersi se esista un modo per organizzarsi, così da poter tamponare il più rapidamente possibile nuove eventuali défaillance. Lo abbiamo chiesto all’esperto Barsotti: «Il problema è che non è possibile tenere in magazzino una centralina del genere in quanto molto costosa e particolare. Prima di capire che genere di apparecchio occorre per sistemare il semaforo, è necessario fare un accurato sopralluogo: non tutte le centraline sono uguali. La ditta incaricata, una volta scattato l’allarme per il guasto, è arrivata sul posto entro due ore, come prevedono gli accordi. Poi però i tempi della riparazione vera e propria si sono allungati».
La speranza comunque, si sa, è l’ultima a morire: il dirigente della Mobilità annuncia che tra un mese sarà pubblicato il nuovo bando per l’assegnazione della pubblica illuminazione. «Si farà un appalto più grande che comprenderà più cose - spiega Barsotti - e quindi magari in quell’occasione sarà possibile rivedere anche la gestione dei semafori».
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