Il Tirreno

Livorno

«Scuotere le autorità locali e coinvolgere gli studenti»

di Francesca Suggi
«Scuotere le autorità locali e coinvolgere gli studenti»

“Nautico da salvare”, parlano i decani del mondo della scuola Mumolo e Lorenzini Analisi e consigli per rilanciare l’istituto: fare più marketing e coinvolgere l’Authority

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LIVORNO. Per lui quella scuola ha una missione per Livorno. Quella di far battere il cuore delle attività marittime cittadine. Quella di preparare futuri naviganti per alimentare le professioni del mare che hanno sempre caratterizzato la comunità livornese. Non sopporta l’idea del contrario lo storico preside del Natico Cappellini, Francesco Mumolo. Così l’ex presidente del Distretto scolastico Mario Augusto Lorenzini. Sono dispiaciuti dei numeri sempre più al ribasso delle iscrizioni alle prime classi della scuola dal glorioso passato. «Non si può dire che sono i giovani a snobbare il Nautico, non è consentito loro di potersi imbarcare per intraprendere la carriera marittima, poiché in Toscana, allievi nautici, sottufficiali marittimi e comuni non riescono ad imbarcarsi per la mancanza delle strutture necessarie», scrive Mumolo, lui che prima di chiudere la carriera con ben 20 anni alla guida del Cappellini, è stato prima navigante e poi insegnante nella scuola dove poi è diventato dirigente scolastico. E’ amareggiato dei dati: 74 matricole per l'anno 2017-2018. Anche se a questo dato fornito dall'Ufficio scolastico andranno aggiunto i ripetenti, il calo è matematico. L'anno passato le matricole erano 137.

L’inerzia delle autorità locali.«Bisogna scuotere dall’inerzia le autorità locali che hanno fatto mancare l’istruzione e la formazione dei marittimi, lasciando ingrossare le fila della disoccupazione», continua Mumolo. Il professor ripercorre quella che per lui è stata la disfatta. «In Toscana in particolare l’ostruzione dello sfogo occupazionale marittimo resta totale», rincara lui che, 90 anni suonati, ha sempre voglia di lottare per la “sua” scuola. Parla di Italia arretrata rispetto alle convenzioni internazionali marittime (quella del 1978, la Standard certification for Watch Keeping approvata nel 1978 dall’International maritime organization) fatte per elevare la qualità, unificare e uniformare l’istruzione e la formazione dei marittimi mercantili del mondo. Da qui la disfatta.

Aprire un dibattito con gli studenti. Il percorso è in picchiata. E’ una realtà che Mario Augusto Lorenzini, una vita nella scuola sia nel sindacato (Snals) che nelle istituzioni, ex presidente del distretto scolastico, ben conosce. Già nel 1997 parlò di uccisione degli istituti nautici, con la legge Bassanini e la fine dell’autonomia dei tre istituti nautici di Livorno, Viareggio e Porto santo Stefano. Nel 2002 il collettivo studentesco Itn denunciò la situazione del Nautico, dei continui accorpamenti, chiedendo quali erano (al tempo) “le proposte e gli intendimenti rispetto alla difesa dell’istruzione portuale”. Già al tempo erano gli studenti a chiedere aiuto. «Come presidente del Distretto scolastico nel 1999 scrissi all’Autorità Portuale per sensibilizzarla verso i problemi dell’istituto, proponendo loro l’iniziativa “Il porto di Livorno adotta il “Cappellini”», ricorda Lorenzini. Ieri come oggi: l’appello di Lorenzini per “salvare” il Nautico va ancora all’Autorità Portuale. «Con gli anni la situazione già delicata è peggiorata - e avanza alcune proposte - Servirebbe più marketing rispetto agli sbocchi che il Nautico può garantire e non sarebbe male coinvolgere gli studenti in un dibattito aperto per chiedere loro che cosa si aspettano dalla scuola. Non è mai troppo tardi per risollevare una scuola così importante per la città».

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