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La Giga maledizione di Tofani, l’imprenditore che salva i segreti sul pc
Livorno, dall'inchiesta sul Basket Livorno con i file indirizzati a Cosimi, fino al tentativo di nascondere l'hard disk del suo computer nell'ultima perquisizione. Ecco dove l'ex presidnete nasconde i suoi guai
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.14959872:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2017/03/01/news/vacanza-a-cuba-con-i-soldi-dell-invalido-coniugi-arrestati-i-nomi-1.14959872]] LIVORNO. Bill Gates la settimana scorsa ha proposto che i robot vengano tassati. Se chiedessero un parere a Patrizio Tofani, da martedì 28 febbraio nel carcere delle Sughere, probabilmente si schiererebbe per l’eliminazione di qualsiasi dispositivo informatico sulla faccia della Terra, soprattutto i suoi.
Perché se c’è un filo conduttore dentro ai guai giudiziari dell’imprenditore, noto soprattutto per essere stato presidente di Basket Livorno, sono computer e hard disk. È dentro alle memorie dei suoi pc che nel corso degli anni gli investigatori hanno trovato spunti e prove per tutte e tre le inchieste giudiziarie nelle quali è coinvolto e dove via via ha trascinato anche buona parte della sua famiglia, ultime in ordine di tempo la compagna e l’ex moglie. Una maledizione informatica iniziata con il Basket Livorno e non ancora finita.
A scatenare l’inchiesta - sempre della finanza - sulle presunte irregolarità nelle gestione di Bielle (è stato chiesto il rinvio a giudizio per 12 persone accusate di bancarotta fraudolenta) sono stati proprio alcuni file trovati dentro al pc dell’allora numero uno della società. Uno dei documenti word si chiamava “Caro Alessandro (Cosimi) 05-08-08” e invitava l’ex sindaco «a far ingoiare», vale a dire pagare, la fattura a uno degli sponsor che ancora non aveva versato quanto pattuito. Da un altro documento: “sindaco 26-02-2008” gli inquirenti hanno invece scoperto quella che oggi è la spina dorsale della richiesta di rinvio a giudizio: dentro alla società di basket c’era una doppia contabilità, una pubblica in pari o quasi e un’altra, privata, in profondo rosso.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.8858746:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2014/03/15/news/fai-ingoiare-la-fattura-ecco-i-files-segreti-nel-pc-1.8858746]]
Poi due anni fa è arrivato lo scandalo delle fatture false emesse da due aziende a lui riconducibili, la Arboreservice e la Tecnosegnaletica e la presunta la truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea che ha fatto sì che la Procura gli contestasse anche l’associazione a delinquere. È durante la perquisizione legata a questa seconda inchiesta che i militari delle fiamme gialle hanno trovato e sequestrato un hard disk che conteneva le tracce dei tre reati per i quali ieri l’imprenditore è stato arrestato.
Molto probabilmente è per questa gigamaledizione che ieri mattina all’alba, quando le fiamme gialle hanno suonato a casa dell’imprenditore per notificargli la nuova ordinanza di custodia cautelare, la prima cosa a cui ha pensato Tofani è stata quella di provare a far sparire l’hard disk del suo ultimo computer. È andato in camera, lo ha preso e ha cercato di nasconderlo nell’armadio. Tentativo fallito, la memoria è stata sequestrata e ora tutti vogliono sapere se dentro ci sono altre sorprese.
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