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«Bacini, basta rinvii ripristinate subito quello in muratura»

di Enrico Paradisi
«Bacini, basta rinvii ripristinate subito quello in muratura»

LIVORNO. Quattro anime della Sinistra cittadina, unite, sulla questione del ripristino dei bacini di carenaggio. Da Buongiorno Livorno e Rifondazione Comunista, insieme alle associazioni Alba e Oltre,...

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LIVORNO. Quattro anime della Sinistra cittadina, unite, sulla questione del ripristino dei bacini di carenaggio. Da Buongiorno Livorno e Rifondazione Comunista, insieme alle associazioni Alba e Oltre, dopo un lavoro di abbondante approfondimento è arrivato infatti un documento condiviso in cui, sottolineando come non si possa più perdere tempo con rinvii e rimandi per riprendere il pieno utilizzo (nella loro piena potenzialità) dei bacini, si ribadisce il ruolo primario di Comune e Autorità portuale nella vicenda.

Accanto a questo, il no secco però a un rilancio occupazionale senza tutele, e il sì invece a una maggiore qualità del lavoro anche nel settore delle riparazioni navali.

La porta-bandiera del documento, che ieri mattina è stato illustrato en plein air al Molo Mediceo, di fronte alla diga curvilinea del porto, è stata Barbara La Comba, in rappresentanza dell’associazione Oltre insieme a Simonetta Pampaloni.

«Uno dei punti principali che abbiamo condiviso è il ripristino completo e con la massima capacità, senza titubanze del Bacino grande», ha spiegato La Comba che poi ha puntato il dito sulle responsabilità delle istituzioni: «Abbiamo sentito ultimamente Comune e Autorità portuale che si sono dichiarati semplici esecutori di azioni decise da altre parti, quando in realtà secondo ci sono responsabilità e ruoli riconosciuti istituzionalmente che devono essere fatti valere, quindi il ripristino si può fare».

Il terzo punto, insindacabile, a fronte di un rilancio del settore, è la buona occupazione. «La qualità del lavoro e la sicurezza - chiarisce La Comba - non sono condizioni sindacabili per qualsiasi tipo di rilancio ci possa essere per l’industria in porto».

Oltre a pretendere chiarezza sul percorso che ha portato al degrado di una struttura così importante sulla quale dicono, «l’Autorità portuale non ha adeguatamente vigilato», i firmatari del documento sostengono che i margini di pianificazione devono essere sfruttati per favorire al massimo l’utilizzo efficace della struttura, senza stravolgere il piano regolatore: se Comune e Autorità condividono l’opportunità di fare una variante, questa non può riguardare solo la Bellana. «Il sindaco nella vicenda ha un ruolo primario. Lo eserciti - dice ancora La Comba - nel piano strutturale il Comune ha condiviso gli aspetti edilizi e turistico-residenziali dell’area, con la previsione addirittura di un accesso pedonale alla Bellana, dove passerebbero dunque i camion e i mezzi per arrivare al Bacino?».

Per BL sono intervenuti Leandro Leonardi e Simona Corradini, con Roberto Catalani e Marcello Lenzi (Alba), mentre per Rifondazione il segretario Francesco Renda e Giacomo Bazzi. «Quello che mi preme - ha concluso Renda - è che si scoprano le carte: Azimut presenti un piano per il refitting e prenda un impegno ufficiale con la città, perché si possa valutare la ricaduta economica e occupazionale dell’utilizzo dei bacini una volta dissequestrati».

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