Gioco
«Bacini, basta rinvii ripristinate subito quello in muratura»
LIVORNO. Quattro anime della Sinistra cittadina, unite, sulla questione del ripristino dei bacini di carenaggio. Da Buongiorno Livorno e Rifondazione Comunista, insieme alle associazioni Alba e Oltre,...
LIVORNO. Quattro anime della Sinistra cittadina, unite, sulla questione del ripristino dei bacini di carenaggio. Da Buongiorno Livorno e Rifondazione Comunista, insieme alle associazioni Alba e Oltre, dopo un lavoro di abbondante approfondimento è arrivato infatti un documento condiviso in cui, sottolineando come non si possa più perdere tempo con rinvii e rimandi per riprendere il pieno utilizzo (nella loro piena potenzialità) dei bacini, si ribadisce il ruolo primario di Comune e Autorità portuale nella vicenda.
Accanto a questo, il no secco però a un rilancio occupazionale senza tutele, e il sì invece a una maggiore qualità del lavoro anche nel settore delle riparazioni navali.
La porta-bandiera del documento, che ieri mattina è stato illustrato en plein air al Molo Mediceo, di fronte alla diga curvilinea del porto, è stata Barbara La Comba, in rappresentanza dell’associazione Oltre insieme a Simonetta Pampaloni.
«Uno dei punti principali che abbiamo condiviso è il ripristino completo e con la massima capacità, senza titubanze del Bacino grande», ha spiegato La Comba che poi ha puntato il dito sulle responsabilità delle istituzioni: «Abbiamo sentito ultimamente Comune e Autorità portuale che si sono dichiarati semplici esecutori di azioni decise da altre parti, quando in realtà secondo ci sono responsabilità e ruoli riconosciuti istituzionalmente che devono essere fatti valere, quindi il ripristino si può fare».
Il terzo punto, insindacabile, a fronte di un rilancio del settore, è la buona occupazione. «La qualità del lavoro e la sicurezza - chiarisce La Comba - non sono condizioni sindacabili per qualsiasi tipo di rilancio ci possa essere per l’industria in porto».
Oltre a pretendere chiarezza sul percorso che ha portato al degrado di una struttura così importante sulla quale dicono, «l’Autorità portuale non ha adeguatamente vigilato», i firmatari del documento sostengono che i margini di pianificazione devono essere sfruttati per favorire al massimo l’utilizzo efficace della struttura, senza stravolgere il piano regolatore: se Comune e Autorità condividono l’opportunità di fare una variante, questa non può riguardare solo la Bellana. «Il sindaco nella vicenda ha un ruolo primario. Lo eserciti - dice ancora La Comba - nel piano strutturale il Comune ha condiviso gli aspetti edilizi e turistico-residenziali dell’area, con la previsione addirittura di un accesso pedonale alla Bellana, dove passerebbero dunque i camion e i mezzi per arrivare al Bacino?».
Per BL sono intervenuti Leandro Leonardi e Simona Corradini, con Roberto Catalani e Marcello Lenzi (Alba), mentre per Rifondazione il segretario Francesco Renda e Giacomo Bazzi. «Quello che mi preme - ha concluso Renda - è che si scoprano le carte: Azimut presenti un piano per il refitting e prenda un impegno ufficiale con la città, perché si possa valutare la ricaduta economica e occupazionale dell’utilizzo dei bacini una volta dissequestrati».
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