La protesta
«Facciamo rivivere davvero villa Maria»
Una bella storia di cittadinanza attiva e di voglia di rimboccarsi le maniche nei quartieri ci è stata raccontata da Laura Albertini, che ha raggiunto il Caffè Tirreno alla Pasticceria livornese, in...
Una bella storia di cittadinanza attiva e di voglia di rimboccarsi le maniche nei quartieri ci è stata raccontata da Laura Albertini, che ha raggiunto il Caffè Tirreno alla Pasticceria livornese, in via Roma.
«Vorrei ricordare - esordisce - che esiste “quartieri uniti ecosolidali” e che nei mesi passati mille cittadini tra San Jacopo, Borgo e Fabbricotti hanno firmato per aderire a un progetto di partecipazione». Per fare cosa? «Fare attenzione al territorio e alle persone. Impegnarsi, in modo volontario, con lo spirito di rimettere in moto la solidarietà nei quartieri».
«Insomma - ripete - sta crescendo un gruppo di cittadini che hanno voglia di fare, di impegnarsi, per migliorare la vita del loro quartiere, della città».
Da residente di Fabbricotti la donna segnala due problemi: lo stato di marciapiedi e carreggiata lungo il viale Mameli («ci vado speso in bici, è un disastro») e le condizioni di villa Maria, denunciando lo stato di «degrado e abbandono del parco e della villa». «È necessario - dice - rimetterci e mano e farla rivivere davvero come polo culturale del quartiere e della città».
La donna ha lavorato per molti anni nel mondo della scuola, è stata anche dirigente scolastica. «Quell’area sarebbe un gioiello, in passato abbiamo organizzato belle iniziative. Potrebbe essere un punto di attrazione tutto l’anno, un punto di attrazione notevole, come dimostrano gli eventi estivi che si riempiono. Denuncio lo stato di abbandono dell’area, se non la facciamo vivere va in degrado ed è un sacrilegio».
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