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Terme del Corallo, ko tre palme attaccate dal punteruolo rosso

Terme del Corallo, ko tre palme attaccate dal punteruolo rosso

Livorno, il parassita fa strage e non risparmia il complesso liberty al centro della mobilitazione dei volontari. Menicagli: «Ma le architetture non perdono il loro fascino, è il set per le foto di una casa di moda»

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LIVORNO. Stavolta il nemico per le terme liberty del Corallo non è l'abbandono lungo decenni, e non sono nemmeno i vandalismi o la mancata manutenzione che lascia le radici delle piante crescere fino a schiantare il calcestruzzo. Anzi, gli alberi in questo caso sono le vittime di una “aggressione”: potremmo anche togliere le virgolette perché in realtà niente è più terribile dell'attacco del punteruolo rosso, il parassita che ha già messo ko una sfilza di palme in tutta la città così come in altre zone: in autunno erano state abbattute tre piante in piazza del Municipio (erano state collocate lì pochi mesi prima). Da aggiungere che successivamente altre tre piante erano state abbattute all'interno del parco di Villa Maria. E non c'entrano ovviamente solo le palme delle aree verdi pubbliche: fra i proprietari di giardini privati si contano 125 palme colpite negli ultimi tre anni.

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Nei mesi scorsi i tecnici di Palazzo Civico avevano segnalato che sarebbero stati tagliati altri 13 esemplari: cinque al cimitero dei Lupi, due in piazza Dante, una in piazza dei Mille, una in piazza della Vittoria, una in piazza Cappiello a Ardenza, una al parco Galliano Masini nel quartiere di Colline e una al “villaggio sportivo” in zona Sorgenti. La tredicesima dell'elenco è una palma all'interno del giardino delle terme del Corallo.

Ma adesso parte l'allarme palme da parte del fronte dei volontari che si battono per il recupero del grande complesso termale di inizio Novecento praticamente distrutto in un rogo nel '68. «Le Terme del Corallo hanno perduto un’altra delle palme secolari: è il terzo esemplare di “phoenix dactilifera” abbattuto», afferma Silvia Menicagli, la “pasionaria” che da 15 anni lotta con libri, pagine Facebook, conferenze per richiamare l'attenzione su questo patrimonio architettonico della nostra città. «L’ultima di tali palme – afferma la presidente dell'associazione Terme del Corallo onlus – si è arresa alle motoseghe che l'hanno atterrata, inerme di fronte all'attacco dell'invincibile punteruolo rosso». È quella che svettava alta sulla sinistra guardando il fabbricato principale dal cancello d’ingresso.

Da Menicagli arriva anche la segnalazione di un buco nella recinzione che è qualcosa di più di uno squarcio nella rete che circonda le terme liberty: sono stati abbattuti i colonnini per consentire l'accesso a spacciatori e senza tetto. «L’abbiamo segnalato da quasi due mesi, è ancora una porta aperta per i vandali», dice l’esponente dell’associazione.

La fine delle palme ha cambiato il “paesaggio” arboreo del giardino: Menicagli dice che è stato «trasformato dall'assenza dei suoi corazzieri». Ma – aggiunge – «il fascino del luogo è rimasto immutato». La riprova? In questi giorni è stata al lavoro all’interno delle terme del Corallo «una squadra di fotografi, truccatrici e modelle» che «le hanno utilizzate come scenografia per la realizzazione di un servizio di moda per la prossima collezione primavera estate di un atelier romano». Le terme liberty «si dimostrano ancora una volta uniche nella loro bellezza nonostante siano state sfregiate da un abbandono quasi cinquantennale».

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di Redazione web