Il Tirreno

Livorno

Anziana presa a calci e rapinata all'Ardenza: due condanne

di Federico Lazzotti
Persejo Emrula sulla Ford Fusion rubata
◗
Persejo Emrula sulla Ford Fusion rubata

Livorno, l’aggressione il 7 aprile scorso in via Giulio Cesare Vinzio, rubata una collana da mille euro. Agli imputati pena complessiva a nove anni e quattro mesi in abbreviato

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Una violenza brutale e gratuita nel cuore del quartiere Ardenza: calci e botte a una donna di 77 anni che camminava in via Giulio Cesare Vinzio per rubarle la collana che portava al collo e valeva qualche migliaio di euro. Era il pomeriggio del 7 aprile scorso. A distanza di quasi dieci mesi dalla rapina, i due autori, arrestati dalla polizia una settimana dopo il colpo, sono stati condannati in abbreviato dal giudice Antonio Del Forno a nove anni e quattro mesi di reclusione complessivi. Ibraimov Djengis, 21 anni nato in Macedonia, dovrà scontare una pena di cinque anni e quattro mesi, mentre Persejo Emrula, 22 originario di Foligno e al momento ancora ricercato, è stato condannato a quattro anni di carcere.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13263173:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/04/08/news/anziana-rapinata-vicino-a-casa-due-in-azione-uno-le-strappa-la-catenina-d-oro-1.13263173]]

Le accuse nei loro confronti, oltre a quella di rapina aggravata, erano di ricettazione della Ford Fusion rubata a Lucca e usata per le loro scorribande, e lesioni, perché l’anziana durante l’aggressione ha subito anche «un trauma cranico e un trauma al ginocchio sinistro». Decisive nelle indagini della squadra mobile coordinata dal pubblico ministero Fiorenza Marrara le telecamere di videosorveglianza di un’abitazione della vicina via Sgarallino che hanno ripreso non solo l'aggressione ma anche l’auto utilizzata dai rapinatori, compresa la targa, nonchè il volto del conducente.

La Ford Fusion appunto, era stata lasciata parcheggiata mesi prima dalla proprietaria nella sua abitazione di Capannori perché la donna, che si era trasferita a Conversano, in provincia di Bari, non poteva utilizzarla perché sul mezzo c’era un fermo amministrativo di “Equitalia”. È con queste informazioni che il 13 aprile è iniziata la caccia all’auto rubata e alle due persone filmate a bordo della vettura la settimana prima durante l’aggressione.

L’arresto è avvenuto a Antignano poche ore dopo grazie alla segnalazione di un’altra donna. Resta il dubbio che i due rapinatori possano aver messo a segno altri colpi con lo stesso metodo nella primavera dello scorso anno a Livorno, dove hanno vissuto per un periodo. Anche perché i colpi fotocopia ai danni di donne furono almeno tre.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web