La protesta
Grandi Molini, l’Authority chiede il piano industriale
LIVORNO. Fino a quando Grandi Molini non presenterà un piano industriale dove darà conto delle prospettive sia lato terra, sia lato mare delle sue attività rispetto all'utilizzo della banchina, l'Auth...
LIVORNO. Fino a quando Grandi Molini non presenterà un piano industriale dove darà conto delle prospettive sia lato terra, sia lato mare delle sue attività rispetto all'utilizzo della banchina, l'Authority non manderà a bando i lavori di rifacimento.È quanto il Tirreno ha raccolto da fonti dell’Authority sulla spinosa questione della banchina in uso a Grandi Molini.
Come noto, l'azienda di via Leonardo da Vinci, specializzato nella produzione di farine di grano tenero e di semole di grano duro per l’industria alimentare e gli artigiani, ha ripreso l’attività a dicembre: con un sospiro di sollievo di tutta la città, e dei lavoratori soprattutto. Alle spalle l’iter di concordato e la cassa integrazione dal settembre 2015.
Nel novembre scorso la Regione, attraverso Gianfranco Simoncini, consigliere del governatore Enrico Rossi, scrisse all'Authority chiedendo al segretario Massimo Provinciali aggiornamenti riguardo al rifacimento della banchina: lavori sul porto – scrisse – indispensabili, secondo la società, per garantire a Grandi Molini «un canale di approvvigionamento logistico strategico».
Ad oggi però, spiegano sempre in Authority, è stata riautorizzato l'art.16 della legge 84/94 per permettere di nuovo l'uso della banchina che era stato sospeso quando l'azienda andò in crisi e aprì la procedura di concordato. Ma per i lavori la palla, secondo l'ente portuale è in mano a Grandi Molini e al piano industriale che intende proporre. Evidente che da qui passa gran parte del futuro dell'azienda e delle prospettive di rilancio dell'impianto che ha una cinquantina di addetti.
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