Toscana
E la Provincia riparte ecco i nuovi capigruppo
LIVORNO. La Provincia c’è. È sempre al suo posto, nonostante i tagli fatti e il Taglio annunciato. E da qui ieri è (ri)partito il viaggio dei dodici consiglieri che sono stati eletti a inizio gennaio...
LIVORNO. La Provincia c’è. È sempre al suo posto, nonostante i tagli fatti e il Taglio annunciato. E da qui ieri è (ri)partito il viaggio dei dodici consiglieri che sono stati eletti a inizio gennaio e che resteranno in carica per i prossimi due anni.
Nella prima seduta sono state sbrigate le formalità di rito, che in politica sono spesso anche sostanza. Il capogruppo del Pd in consiglio comunale a Livorno, Pietro Caruso, seduto accanto a Jari De Filicaia, ha ad esempio annunciato che a guidare il gruppo in consiglio provinciale (otto eletti) sarà la sindaca di Castagneto Carducci, Sandra Scarpellini. Il gruppo del centrodestra, formato da due eletti, sarà invece guidato da Benito Gragnoli, come ha annunciato lo stesso Ruggero Barbetti, impegnato come sindaco a Capoliveri. Marco Bruciati, che in municipio siede tra i banchi di Bl, guiderà invece Assemblea democratica, rappresentata anche dall’outsider Fabiana Boccini.
Quello del presidente Alessandro Franchi, eletto due anni fa e in carica per altri due, è un saluto all’insegna del dialogo. Tra amministratori del territorio più che tra rappresentanti di forze politiche diverse. In un salone pieno di sedie, troppe per i dodici “superstiti” dopo la (mezza) riforma, Franchi sottolinea ad esempio di augurarsi che ci sia la «possibilità di una discussione ampia, improntata ai problemi dei nostri territori», che ci sia, nella volontà di risolvere quei problemi, «più unitarietà possibile». Ricorda che è vero, le competenze della Provincia sono state ridotte, «ma quelle che restano sono importanti e riguardano i servizi che quotidianamente rivolgiamo alle nostre comunità: trasporto pubblico locale, infrastrutture portuali, viabilità provinciale, scuole superiori...». Sottolinea anche che «oggi in Italia nessuna Provincia è in condizione di chiudere i bilanci» e che dopo la bocciatura del referendum costituzionale bisognerà lavorare a una modifica della legge Del Rio, che “vestiva” una condizione transitoria. Punto su cui si ferma anche Barbetti («dobbiamo elaborare una nuova proposta di Province, più moderne», «per me andrebbero rafforzate con strutture di area vasta»), che lancia l’appello a «occuparci dei problemi dei cittadini, meno politica più pragmatismo». Bruciati garantisce che «non mancherà la collaborazione nell’interesse pubblico», ma anche che «da parte nostra non mancherà la dialettica». E senza nominarli, lancia una freccia verso i 5 Stelle: «Essere qui è un’assunzione di responsabilità importante, c’è chi non se l’è assunta».
(j.g.)
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