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Anche Spil porta i libri in Tribunale e va al concordato
Livorno, depositata la domanda in tribunale, che ha già ammesso la richiesta. Il caso torna in commissione
LIVORNO. La porta del tribunale è stata varcata. E alla fine anche per Spil - la società dell’Odeon e di Paduletta, ex regista della reindustrializzazione della città - è stata scelta la strada del concordato. Esattamente una settimana fa, il 19 gennaio, i vertici della società Porto industriale Livorno, in altre parole Spil, hanno presentato alla sezione fallimentare del tribunale la richiesta di ammissione al concordato preventivo con riserva (ai sensi dell’articolo 161, sesto comma). Lo stesso giorno il tribunale in composizione collegiale - come si legge nell’atto a firma del giudice relatore Gianmarco Marinai e del presidente Luigi Nannipieri - ha ammesso la domanda con riserva presentata dalla presidente del Cda Barbara Ferrone, assegnando il termine di 120 giorni per la presentazione della proposta, del piano e della documentazione prevista. Commissario giudiziale è stato nominato Gianluca Risaliti.
Guardando alle società partecipate dal Comune si apre così un nuovo fronte. Per Spil, come per Aamps, i Cinque Stelle, al timone della città da due anni e mezzo, hanno scelto di affidarsi al tribunale. Anche se va detto che la situazione, partendo dagli assetti societari, è diversa: Aamps, che gestisce il ciclo dei rifiuti, è al cento per cento del Comune, Spil è controllata col 61,4% (poi ci sono Banco Popolare e Mps, entrambi al 15%, Camera di Commercio al 6,5%, Provincia all’1,5% e Comune di Collesalvetti allo 0,2%).
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Per Spil la richiesta di concordato portata in tribunale non è un fulmine a ciel sereno. Intanto perché il Consiglio di amministrazione aveva messo nero su bianco le sue intenzioni davanti al notaio nella seduta del 22 dicembre scorso. Poi perché i conti della società suonano la sirena da anni. La crisi, insomma, parte da lontano, almeno da quando, nell’era dell’amministrazione Cosimi, il parcheggio dell’Odeon, che alla fine è arrivato a costare oltre 20 milioni di euro, ha preso forma al posto dell’ex cinema. Un macigno che ha gravato sulle spalle della società, innescando negli anni una crisi finanziaria, di liquidità. La società ha però in casa anche gioielli di famiglia, come i terreni della Paduletta.
Per il momento, con il cappello del concordato, Spil dice di voler salvaguardare il patrimonio aziendale, mettendolo al riparo da eventuali azioni. Mentre si cerca di ritrovare linee di liquidità, ad esempio dagli affitti che la Cilp sarebbe tornata a pagare per le aree portuali. Come la procedura andrà avanti in tribunale e a cosa porterà lo racconteranno le azioni delle prossime settimane. Intanto, il primo febbraio, il Cda sarà chiamato a confrontarsi con le forze politiche in commissione.
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