Gioco
Lemmetti: «Evasori attenti» Comune a caccia di milioni
Dopo il ribaltamento in tariffa dei crediti Tia, l’assessore punta a recuperare la morosità e poi ad allargare la base imponibile per ridurre un po’ la Tari
LIVORNO. «Il tempo delle ricapitalizzazioni a carico dei livornesi è finito: Aamps è ora una realtà più solida, capace di stare sulle proprie gambe e per questa solidità è stata premiata dai creditori». Esordisce così Gianni Lemmetti, assessore comunale al Bilancio e alle Partecipate dal 2014, mostrandosi particolarmente soddisfatto per come sta andando la procedura di concordato ma anche ottimista per ciò che concerne il futuro dell'azienda che gestisce il ciclo dei rifiuti. Eppure sono stati compiuti solo i primi passi di quel percorso che - secondo l’amministrazione - dovrà portare alla salvezza di Aamps: non è forse un po’ troppo presto per entusiasmarsi? «È vero, la strada è ancora lunga e non mancheranno le difficoltà - afferma - ma l’azienda fin d’ora può guardare con fiducia al risanamento perché finalmente i conti sono stati messi in ordine: erano anni che ciò non accadeva. È un risultato che può piacere o meno, ma questo è un altro discorso. Per noi si tratta di numeri estremamente positivi e, soprattutto, è stata fatta chiarezza. C’è chi, dal proprio punto di vista, può non condividere il nostro progetto: è una cosa naturale e sono pronto a confrontarmi, quel che invece non è possibile accettare sono certe critiche che affermano cose false».
A cosa si riferisce in concreto l’assessore Lemmetti? Glielo chiediamo per avere una risposta e scopriamo così che si tratta della “famigerata” partita dei crediti Tia vantati da Aamps e che sono stati dichiarati inesigibili: soldi cioè che non sono mai stati versati e neppure mai recuperati, il cui pagamento ora viene chiesto a tutti i contribuenti (anche a quelli che hanno sempre pagato fino all’ultimo euro). L’amministrazione, infatti, ha trasformato 11,4 milioni di euro di questi crediti Tia (accumulati dal 2006 al 2012) in aumento della Tari nel triennio 2015-2017, applicando il disposto del decreto legge 78/2015.
«Ma questa operazione, da sé non era sufficiente a risanare l’Aamps - sottolinea Lemmetti - Il ribaltamento dei crediti in tariffa era già iniziato in precedenza e l'eventuale ricapitalizzazione per salvare Aamps sarebbe stata un'operazione aggiuntiva e non sostitutiva. Su questo non può essere fatta confusione: come prevede la normativa abbiamo ribaltato in tariffa i crediti Tia ritenuti inesigibili solo per rimettere economicamente in piedi l'azienda. La ricapitalizzazione sarebbe stata in più e l’avrebbero pagata i cittadini con tagli ai servizi o aumenti delle tariffe. Io sono sempre stato contrario e per fortuna l’amministrazione ha deciso di non farla e di scegliere un'altra strada per risanare l’azienda. Credo di poter dire che abbiamo avuto ragione».
La giunta pentastellata ha infatti scelto di rivolgersi al Tribunale per chiedere che l’azienda venisse ammessa al concordato preventivo in continuità, cioè la procedura a cui può ricorrere un debitore che si trova in uno stato di grave crisi o di insolvenza, per tentare il risanamento attraverso la continuazione dell'attività ed evitare così il fallimento. Ad un anno di distanza da questa richiesta, manca solo l’omologa del tribunale fallimentare: il giudice si pronuncerà il prossimo 8 marzo, dopodiché - nel caso di un probabile ok - il concordato dispiegherà tutti i suoi effetti. «Ottenere la maggioranza dei creditori in tre classi su tre (banche, piccoli e grandi fornitori, ndr) - evidenzia Lemmettti - significa aver messo in piedi un piano di rilancio convincente e non un libro dei sogni. E' bastato mettere persone capaci nei posti giusti per ottenere in un anno quel cambio di passo che la vecchia classe dirigente della città ha sempre evitato, convinta che tutte le difficoltà potessero essere ripianate attraverso iniezioni di liquidità a fine anno, pescate dalle tasche dei livornesi. Ora Aamps ha finalmente le basi solide per poter implementare le strategie ambientali».
Già, ma bisognerà vedere se l’azienda sarà in grado di far fronte agli impegni assunti con il concordato: il Tribunale, attraverso il commissario giudiziale, controllerà passo dopo passo tutti i movimenti di Aamps.
«Vero e noi ci siamo già mossi in questa direzione - prosegue Lemmetti - I numeri, come ha raccontato il commissario giudiziale nella sua relazione, parlano chiaro: Aamps in un anno ha saputo risparmiare oltre 1 milione di euro lavorando sul costo del servizio. Sono state fatte numerose gare proprio a questo proposito: l'obiettivo era quello di limare i costi senza incidere sulla qualità dei servizi. In più ci sono appunto i soldi del ribaltamento in tariffa dei crediti Tia: 3,8 milioni nel 2015, altri 3,8 nel 2016. A cui si aggiungeranno quelli del 2017. Al momento, sono stati accumulati circa 7 milioni di euro che ci permetteranno di soddisfare i creditori alle scadenze previste. Anzi, questa situazione permetterà all'azienda di accelerare i tempi di pagamento dei creditori che potrebbero addirittura venire soddisfatti con un anno d'anticipo rispetto al cronoprogramma contenuto nel piano di concordato. Il nostro obiettivo è questo: provare a concludere il concordato prima della scadenza del 2021, portando a 0 i debiti di Aamps, a parte quelli naturali della gestione corrente. I soldi per farlo ci sono».
Di certo questa è la speranza delle tante aziende dell’indotto, chiamate già a compiere il sacrificio di dover rinunciare a parte dei propri crediti vantati nei confronti di Aamps. Ed è proprio a queste imprese, che Lemmetti rivolge un messaggio. «Le aziende creditrici - dice - non hanno votato al buio, ma lo hanno fatto avendo in mano i numeri solidi di un rilancio che già è cominciato. E che non si fermerà qui. Anzi, mi preme precisare che prima pagheremo i fornitori, alternando i piccoli con i grandi, e poi salderemo gli istituti di credito: prima si paga il lavoro e poi il capitale, credo che anche l'etica abbia la sua importanza in questa vicenda».
È un impegno molto importante quello preso da un “convinto liberista” qual è Lemmetti: ora dovrà rispettarlo. Lo stesso vale nei confronti dei contribuenti. «Certo. Vogliamo dare un servizio all'avanguardia ai nostri concittadini - va avanti l’assessore - La strada imboccata, tra mille difficoltà e momenti di scoramento, è quella giusta e da qui non si torna indietro. I livornesi meritano di pagare di meno per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e, con questa nuova Aamps, il traguardo è tutto fuorché irraggiungibile: il costo del servizio scenderà infatti dagli attuali 31.880.000 euro a 27 milioni poco più ». Pagare meno in fattura? E da quando? Sarebbe davvero una novità per i livornesi che hanno sempre visto crescere, anno dopo anno, la tassa sui rifiuti, sia che si chiamasse Tarsu o Tia o Tasi o Tari. È difficile ipotizzarlo.
«Invece ci riusciremo - replica Lemmetti - e anche molto presto. A fine febbraio conto di presentare il Piano tecnico finanziario e dalle previsioni che ho, ma che non sono ancora ufficiali, emerge la possibilità di abbassare, seppur di poco, la tariffa già quest'anno: vogliamo invertire il trend, cambiando il segno più con quello meno, per tutte le utenze, domestiche e non. Ma la vera revisione delle tariffe, con riduzione degli importi della Tari e aumenti delle agevolazioni, si avrà nel 2018».
Fermi tutti: ma com’è possibile che ciò avvenga se è già stato previsto di spalmare sulle annualità 2018-2021 altri vecchi crediti Tia inesigibili? «Perchè grazie alla programmazione l’importo sarà inferiore e perciò i crediti segnalati da Sorit (l’agenzia di riscossione, ndr) andranno a pesare meno sulla tariffa. Contemporaneamanente sarà di fondamentale importanza aggredire la riscossione della Tari, per non ritrovarci in futuro con il solito problema». L’obiettivo è molto ambiziosi e già altri, in passato, avevano promesso di raggiungerlo: ma perché stavolta dovremmo crederci? «Perchè noi siamo diversi dagli altri - replica secco l’assessore - e su Aamps abbiamo già fatto cose diverse». No, guardi, l’atto di fede sull’entità del tributo non ce la sentiamo di farlo. Bisogna che la giunta M5S spieghi come pensa di raggiungere questo obiettivo... «Il ribaltamento in tariffa dei crediti Tia ci impone comunque di recuperare queste somme, ancorché ritenute inesigibile - spiega Lemmetti - Dunque, il primo punto su cui agire è il recupero della morosità. Abbiamo inoltre bonificato la banca dati di Aamps grazie al prezioso lavoro degli uffici comunali e questo ci sta permettendo di scoprire evasori totali, contribuenti cioè finora sconosciuti al sistema di riscossione, e soprattutto evasori parziali, che cioè avevano dichiarato superfici degli immobili inferiori a quelle reali. A fine mese avremo i primi dati e con una base imponibile più ampia, grazie all’aumento di coloro che sono pagati a chiamare, ci sarà come conseguenza una diminuzione in tariffa. La Tari è oggettivamente alta: il cittadino merita di avere un servizio efficiente e di pagare un po’ meno».
In una fase così delicata, qual è appunto l’inizio del concordato, sarà comunque necessario rivolgere una particolare attenzione alle relazioni con i lavoratori di Aamps. L’assessore Gianni Lemmetti lo sa benissimo, ma non teme particolari turbolenze nonostante il problema dell’assenteismo segnalato dal consiglio di amministrazioni (punte del 33% a dicembre e in questo m ese. «Il Cda di Aamps in questo momento sta difendendo il servizio, non certo il Comune - spiega Lemmetti - Può darsi che in azienda possa esserci qualche frizione in questa fase di ristrutturazione, com’è fisiologico che sia. Ma nulla di più».
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