Il Tirreno

Livorno

Rotonda di Ardenza, i lavori di restauro dello chalet sono finalmente partiti

di Alessandro Guarducci
Lavori di restauro partiti allo chalet della Rotonda (Salvini/Pentafoto)
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Lavori di restauro partiti allo chalet della Rotonda (Salvini/Pentafoto)

Livorno, transennata l’area: ecco in cosa consistono i primi interventi e i tempi del cantiere

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LIVORNO. È quasi da non credere, invece è proprio tutto vero: alla Rotonda d’Ardenza sono cominciati i lavori di ristrutturazione dello Chalet. L’area dell’intervento è stata transennata ormai da qualche giorno e le prime operazioni riguardano proprio l’edificio storico in stile liberty.

I protagonisti di questa importante riqualificazione sono Programma costruzioni srl, Pasticceria Labronica, Sergio Cristiani e società Ginnastica livornese srl, che si sono riuniti in un’associazione temporanea di impresa e si sono aggiudicati il bando per la progettazione, la realizzazione e la gestione per trent'anni dell'immobile e dell'area antistante. Il progetto in questiuone ha un valore di circa 1 milione e 300 mila euro: sono previsti sette mesi di lavori. La scommessa - molto impegnativa - dei diretti interessati è di riuscire a inaugurare il nuovo complesso - ampliato di molto rispetto all'attuale rudere - entro la fine del prossimo luglio. E tornare quindi a fare rivivere lo storico chalet nel bel mezzo dell’estate 2017: grazie ai nuovi spazi in vetro e acciaio nasceranno gelateria-caffetteria, pasticceria, cocktail bar e una cucina a vista dove saranno preparati piatti caldi.

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Vedremo se l’opera sarà completata in sette mese, intanto però i lavori sono finalmente partiti. E come abbiamo già detto, visto il tempo che è passato e tutti i tentativi falliti, non sembra quasi vero che a breve rivedremo la struttura riaperta e funzionante. Lo chalet della Rotonda fu infatti chiuso nel 2003 per motivi igienico-sanitari e negli anni successivi non è mai stato riaperto. Dal 2006 la giunta Cosimi aveva puntato sulla sua riqualificazione, andando però incontro a una lunga serie di intoppi, compreso un contenzioso con le aziende che nel 2008 si erano aggiudicate il primo bando lanciato da Palazzo Civico.

Nel frattempo lo chalet era stato invaso dai rifiuti ed era diventato ricovero per i senzatetto, fino alla decisione di demolire tutto l'avancorpo e di transennare la struttura.

Alessandro Cosimi, che aveva promesso di ristrutturare lo chalet prima di lasciare Palazzo Civico, era comunque riuscito ad appaltare i lavori e la gestione all'attuale Ati. Il ricorso al Tar dell'altra cordata aveva rischiato di rimettere tutto in discussione, ma la sentenza ha dato ragione al Comune. Nell'ultimo anno e mezzo si sono accumulati nuovi rallentamenti con l'integrazione richiesta dalla Soprintendenza e consulenze per gli arredi interni. Ora il via libera da parte dell’amministrazione di Filippo Nogarin. Era l’ora.

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