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Cancelliera del Tribunale sospesa dal servizio, sequestrata la sua casa
Livorno, Norma Margheri è stata accusata di peculato, distruzione e occultamento di atti
LIVORNO. Sequestrato un immobile del valore di 300mila euro nei confronti di Norma Margheri, funzionario giudiziario del Tribunale di Livorno, residente in Lucchesia. Nei giorni scorsi, i militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Livorno con i colleghi della sezione di polizia giudiziaria in Procura hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni, emesso dal giudice del Tribunale Beatrice Dani, nei confronti della donna, sospesa dal servizio e indagata per peculato e distruzione e occultamento di atti giudiziari.
LE INDAGINI
Le indagini - dirette dalla Procura della Repubblica (pubblico ministero Massimo Mannucci) - avevano consentito di accertare che la donna, sfruttando il suo ruolo di pubblico ufficiale e avendone per ragioni d’ufficio la disponibilità, si era appropriata, in più occasioni, sin dal 2005, di denaro contante, titoli di credito e libretti di deposito bancario intestati a terzi, per una cifra complessiva di oltre 230 mila euro. In alcuni casi, la funzionaria monetizzava titoli o libretti depositati nelle singole procedure versando le corrispondenti somme in ulteriori procedure in favore di creditori pignorati, al fine di coprire gli ammanchi derivanti da proprie condotte illecite.
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LE PERQUISIZIONI
A seguito delle perquisizioni, risalenti alla scorso anno, erano emerse responsabilità per sottrazione di atti giudiziari: i finanzieri, infatti, avevano rinvenuto nell' abitazione dell’indagata e nella sua auto tanti documenti , anche in originale - prevalentemente, da fascicoli giudiziari e altri atti pubblici - sottratti da lei, dagli uffici dove prestava servizio.
RICETTAZIONE E TRUFFA AGGRAVATA
La donna era stata trovata in possesso anche di un documento di identità di una persona non coinvolta nelle indagini, un documento di cui era stata fatta denuncia per smarrimento. Per questo Margheri è stata accusata anche di ricettazione, nonché di truffa aggravata, per aver richiesto e ottenuto, con raggiri, da una donna del 1937, la cifra di 30 mila euro, costituente parte dell’eredità ottenuta da quest’ultima a seguito della morte della figlia.
IL SEQUESTRO DEL BENE
E' stata, inoltre, segnalata un'operazione sospetta: si parla di uno smobilizzo di quote in fondi comuni di investimento cointestate con il marito. Il giudice per le indagini preliminari, quindi, ha ritenuto sussistente il pericolo della perdita dell’erario di recuperare l’ingiusto profitto fatto dalla donna. Quindi ha disposto il vincolo cautelativo di beni fino all' importo di 107mila euro, pari alle somme in contanti depositate nelle mani della funzionaria dai vari debitori nel corso delle procedure esecutive, ovvero dall’ufficiale giudiziario nell’ambito della diversa procedura.
E’ stata così sottoposta a sequestro, con il supporto della Compagnia della Guardia di Finanza di Lucca, sino all’ammontare del suddetto importo, un’unità immobiliare di 158 mq (dal valore complessivo di 300mila euro) ubicata in una frazione della stessa città.
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