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In rianimazione 34enne si teme la meningite ma è un’influenza grave
L’uomo è stato ricoverato alle 4 di mattina in profondo stato soporoso Profilassi immediata per i soccorritori, si era vaccinato una settimana fa
LIVORNO. Un caso di sospetta meningite ha allertato per 12 ore ieri l’ospedale. Un livornese di 34 anni era stato ricoverato nella notte con una serie di sintomi - a cominciare da un profondo stato soporoso - che avevano fatto ipotizzare ai soccorritori e ai medici che l’hanno visitato che fosse stato colpito dal batterio del meningococco. Tanto che è subito scattata la profilassi proprio a favore di chi gli aveva prestato i primi soccorsi.
Per fortuna gli accertamenti di laboratorio successivi hanno dato esito negativo. Le condizioni dell’uomo restano tuttavia molto serie: il 34enne è ricoverato in rianimazione in prognosi riservata per una forma influenzale severa e un’insufficienza respiratoria grave, aggravata da condizioni fisiche di partenza non ottimali.
L’ALLARME NELLA NOTTE. L’allarme era scattato attorno alle 4 di ieri mattina. È stata la moglie a chiamare il 118 che ha inviato nell’abitazione della coppia, nel quartiere di Coteto, un’ambulanza della Misericordia.
Il marito, artigiano, non aveva febbre (ma l’aveva avuta il giorno prima) e accusava dolori muscolari, rigidità e soprattutto uno stato soporifero preoccupante, per colpa del quale aveva difficoltà notevoli a rispondere agli stimoli.
Non è stato semplice trasportare il 34enne, anche per una condizione di obesità importante. Per questo è stata chiamata anche una squadra dei vigili del fuoco che ha aiutato i volontari della Misericordia a trasportarlo fino all’ambulanza.
PROFILASSI PER I SOCCORRITORI. Come dicevamo, quando l’artigiano è giunto in ospedale si è sospettato subito che fosse stato colpito da meningite. Per questo ai soccorritori è stata distribuita la pasticca di antibiotico ad ampio spettro per la profilassi.
Attorno a mezzogiorno tuttavia i risultati dei primi accertamenti sul liquor hanno portato ad escludere (anche se non completamente) che l’eventuale meningite fosse di tipo batterico.
Sul tavolo dei medici sono rimaste le ipotesi di una meningite di tipo virale, di una forte influenza aggravata dalle condizioni corporee dell’uomo, e in ultima analisi di una meningite a bassa carica batterica. Tra l’altro il 34enne si era vaccinato contro il meningococco C proprio una settimana fa.
A quel punto i vetrini con i campioni sono stati inviati a Firenze per le analisi di laboratorio previste dalle procedure regionali. Alle 17 il responso definitivo che ha escluso la meningite.
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