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Gli eredi del Pci divisi anche nella commemorazione del partito - Le foto
Livorno, due cortei sfilano per le strade della città tra bandiere rosse e letture marxiste nell'eterna sfida a chi è più a sinistra
LIVORNO. Due cortei a Livorno per celebrare il 96/o anniversario della la nascita del Partito comunista d'Italia, fondato nella città toscana il 21 gennaio del 1921 dalla scissione del congresso socialista che si tenne al teatro Goldoni. Il primo corteo, organizzato dal nuovo Pci si è ritrovato al teatro San Marco, luogo simbolo in cui il vecchio partito nacque. Circa trecento i partecipanti arrivati da tutta Italia. Presente anche il segretario nazionale del Pci Mauro Alboresi che ha tenuto poi un comizio in piazza Attias. "Quella di oggi a Livorno una giornata importante che ricorda una storia importante - ha detto Alboresi - che ha caratterizzato per tanti anni la vita del nostro Paese, ricorda un'esperienza alla quale il paese deve molto, e che noi vogliamo riprendere e rilanciare guardando avanti, perché siamo convinti che oggi più che mai di quella esperienza, di quei valori, di quelli obiettivi vi sia bisogno".
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Il segretario ha poi messo al centro l'attualità della scelta politica compiuta, quella cioè di ricostruire il Partito comunista Italiano: "L'abbiamo fatto per ridare voce al mondo del lavoro - spiega ancora Alboresi - e alle masse popolari che ne sono state private". L'altro corteo, organizzato dal Centro politico 1921 di Livorno e al quale ha aderito anche Rifondazione comunista partito dal Teatro Goldoni, facendo il percorso inverso, fino ad arrivare al teatro San Marco. I membri di Rifondazione si sono infine ritrovati in un locale di fronte al teatro dove si sono tenute letture marxiste e proiezioni storiche e di lotte sociali presenti e passate.
"Ci auguriamo che per il futuro anche in vista del centenario possa essere organizzato un solo grande corteo", ha detto il segretario livornese di Prc-Se Francesco Renda. In mattinata al cimitero comunale sia Pci che Rifondazione hanno reso omaggio con la deposizione di fiori sulle tombe ai compagni di partito scomparsi.
"Per Rifondazione comunista quest'anno è fondamentale celebrare questo 21 gennaio - ha detto Renda - non tanto per nostalgia storica o simbolica, ma per tradurre in pratiche di lotta sociale gli attacchi sempre più feroci che i nostri governi schiavi della finanza continuano a sferrare al 99% degli italiani. Speriamo che la recente vittoria del no al referendum costituzionale e il fermento che ancora si respira a sinistra possa tradursi nella nascita di un polo antiliberista e anticapitalista alternativo alle Destre e al Pd".
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