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Crac Basket Livorno: «processo per dodici», nei guai l’ex assessore - I nomi
Livorno, l’accusa per tutti gli indagati è bancarotta fraudolenta «C’era una doppia contabilità per non far pagare i soci», venerdì 27 è fissata l'udienza preliminare
LIVORNO. Dall’ex assessore al bilancio del Comune di Livorno Fabio Del Nista, all’ultimo presidente di Basket Livorno Valterio Castelli, il suo vice Patrizio Tofani, la liquidatrice Annalisa Mazzola, gli allora componenti del consiglio di amministrazione Antonio Tamalio e Vasco Suggi fino ai membri del collegio sindacale: Fabrizio Giusti, Stefano Fantoni, Cristina Salvi, Tommaso e Paolo Freschi e Marco Innocenti.
Sono dodici le persone per le quali il pubblico ministero Massimo Mannucci ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito della maxi inchiesta condotta dal nucleo tributario della guardia di Finanza che riguarda la morte sportiva e fiscale dell’ultima società di pallacanestro che ha calcato, siamo nella stagione 2008/2009, i parquet di serie A prima di essere dichiarata fallita dal tribunale civile il 20 maggio del 2014. L’accusa per tutti gli indagati è quella di bancarotta fraudolenta societaria e patrimoniale in concorso. L’appuntamento con il match tra difesa e accusa è fissato per venerdì prossimo nell’aula per l’udienza preliminare al primo piano del palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino. Ma attenzione perché il procedimento penale in corso è ancora sub iudice, visto che gli amministratori di Bielle hanno presentato ricorso in Cassazione rispetto alla sentenza di fallimento. E un eventuale accoglimento farebbe crollare l’inchiesta penale.
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LE ACCUSE. Secondo gli investigatori, per tre annualità (2007, 2008 e 2009), chi amministrava la società a partecipazione pubblica (il Comune aveva una quota attraverso la Livorno Sport) avrebbe alterato i bilanci attraverso fatture sprovviste dei requisiti per l'iscrizione in bilancio facendo lievitare i debiti fino a scavare un buco di 2,8 milioni di euro. L'obiettivo? Coprire le perdite della società, evitando ai soci maggiori esborsi per il ripianamento del debito che, al contrario, con il tempo è invece cresciuto fino a sfiorare il milione e mezzo di euro quando invece risultava una perdita di poco meno di 400mila euro.
IL BILANCIO 2007. Sono tre le fatture dalle quali parte l'ipotesi d'accusa degli investigatori per l'annualità 2006/2007. La prima della somma di 100mila euro è stata emessa alla Ecla spa, la società per intenderci che ha ristrutturato il “Palazzo di Vetro”; la seconda pari a poco meno di 60mila euro nei confronti della ForumNet spa che all'epoca gestiva quello che oggi è il PalaModigliani, e l'ultima di una cifra simile emessa a Unicoop Tirreno. Tre mosse che - secondo la Finanza - avrebbero permesso di chiudere il bilancio con una perdita di 272.317 euro invece di quella reale calcolata in 781.870.
IL BILANCIO 2008. Lo stesso trucco contabile sarebbe stato compiuto l'anno successivo con le fatture farlocche emesse nei confronti della Delta spa per 250mila euro, della Td Group Spa per 150mila euro, nonché per le fatture da emettere per 360mila euro e spiccioli sprovviste dei requisiti per l'iscrizione ai bilancio.
IL BILANCIO 2009. È l'anno successivo che il sistema di aggiustamento dei conti - come sostiene la Procura - fa un passo in avanti. Come? Attraverso un' operazione fraudolenta. Per spiegarla è necessario tornare al 3 marzo 2009 quando il cda di Bielle delibera la cessione dei diritti di immagine alla Master Segnaletica Srl che a sua volta, il 20 marzo, stipula un contratto con Unicoop Tirreno per 180mila euro di sponsorizzazione. Diciotto giorni più tardi la stessa Master Segnaletica effettua un bonifico alla Egc Company srl (socia di Bielle gestita di fatto da Tofani) di 140mila euro. La settimana successiva il giro dei soldi si conclude con l'emissione di un assegno della stessa cifra che dalla EGG finisce della casse di Basket Livorno.
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«L'operazione - scriveva nella relazione finita agli atti il commissario giudiziale David Conti - è apparentemente neutra ma produce i seguenti risultati: Bielle scrive a bilancio un ricavo per cessione di diritti di immagine di 10mila euro, la Master incassa 180mila euro senza contabilizzare la fattura, occultando l'introito al Fisco e la conseguente rilevazione del debito Iva, la EGG incassa 170.200,40 euro da Master senza apparente giustificazione. Infine la EGG versa 140mila euro nelle casse di Basket a titolo di prestito/debito e pertanto, quale socio, formalmente adempie agli obblighi». Peccato che tutto questo - per l'accusa - nascondesse un trucco che ora però dovrà essere svelato in un'aula di Tribunale. Dove inizia tutta un'altra partita.
L’ARCHIVIAZIONE. Il pm tra la chiusura delle indagini avvenute nel giugno scorso e la richiesta di rinvio a giudizio ha stralciato la posizione di Lorenzo Lorenzi in qualità di legale rappresentate della Esa System. Per l’imprenditore, che ha è stato interrogato, è stata avviata la richiesta di archiviazione.
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