Il Tirreno

Livorno

Officina Omaelba alla conquista dei treni: «E ora assumiamo sette giovani»

di Mauro Zucchelli
Officina Omaelba alla conquista dei treni: «E ora assumiamo sette giovani»

Omaelba da piccola impresa di riparazioni a gruppo con 120 addetti nelle manutenzioni ferroviarie Compie 35 anni e punta sulle nuove leve: «Fanno più squadra, cerchiamo diplomati e un ingegnere»

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LIVORNO. È nata agli inizio degli anni '80 come una piccola officina. Gli Usa si mettevano nelle mani d'un altro outsider come Trump (Reagan), RaiUno iniziava a trasmettere “Dallas” e gli amaranto – in C1 come adesso – avevano in squadra Gianluigi Savoldi e Riccardo Martelli, figlio del presidentissimo Corasco. Si chiama Omaelba: la mettono in piedi Massimo Favilli e Armindo Giannoni (poi entrerà nella compagine soci Laila Freschi, moglie del secondo). Lavorano insieme, li unisce la passione per la meccanica: la loro storia è quella di un tandem di amici-colleghi che decidono di lanciarsi nell'avventura di mettersi in proprio. E' una strada che imbocca uno spicchio di una generazione di lavoratori dipendenti che, sentendo di avere in mano il mestiere, diventano imprenditori: qui da noi è capitato, ad esempio, alla Carpensalda con Bruno Lotti e due ex operai del Cantiere rimasti senza lavoro così come alle Officine San Marco con Ivo Evangelisti e Ferdinando Palandri o alla Coop Le Lame guidata da Renato Chiari.

Nei giorni scorsi l'azienda ha spento le 35 candeline nella sala convegni all'interporto: c'era il sindaco colligiano Lorenzo Bacci, c'era il direttore Cna Marco Valtriani, c'erano soprattutto gli oltre 120 dipendenti attuali («se siamo arrivati fin qui dobbiamo ringraziare i nostri lavoratori»). Già, perché l'azienda è andata in controtendenza e da piccola officina locale ha cambiato pelle: se ha mosso i primi passi riparando auto, bus, rimorchi e mezzi d'opera (o provvedendo alle revisioni), ha fatto il salto e adesso va alla conquista del mercato delle manutenzioni di apparecchiature ferroviarie. «È avvenuto alla metà del decennio scorso con la nascita di Opus dalla costola di Omaelba», spiega Giannoni. È in controtendenza rispetto al panorama delle officine di riparazioni che in campo locale devono fare i conti con il restringimento della “torta” del mercato. Ma per farlo bisogna uscire dall'identikit della tradizionale officina di riparazioni e strutturarsi che guarda alla clientela cittadina: ecco che man mano Opus srl punta al mercato nazionale (e non solo nazionale). Lo fa con una dozzina di officine mobili e altrettanti cantieri sparsi per l'Italia mentre intanto a Livorno raddoppia la sede: l'una in via Soffiatori del Vetro (zona Picchianti), l'altra all'interporto di Guasticce.

Giusto in tempo per esser costretti ad affrontare un passaggio difficile: il gravissimo incidente ferroviario di Viareggio – con l'esplosione di un vagone merci che nell'estate 2009 costa la vita a 33 persone – porta a una stretta sulla sicurezza dei convogli ferroviari. Chi lavora in questo campo dev'essere in grado di dotarsi di certificazioni e competenze di alto livello. «Nel 2017 ci siamo dati l'obiettivo di rafforzare e migliorare la parte dell'ufficio tecnico», raccontano i titolari: «Faremo assunzioni di sette giovani: pensiamo ad almeno nuovi ingressi nella nostra squadra. Non è per modo di dire che crediamo nei giovani: la nostra azienda ha un'età media abbastanza alta mentre abbiamo visto che là dove abbiamo una forza lavoro giovane si crea un maggior clima di squadra. Vogliamo abbassare l'età media senza licenziare. Chi cerchiamo? Diplomati, periti meccanici o elettronici, poi abbiamo anche l'idea di prendere un ingegnere. Vedremo, se son rose fioriranno».

«Grazie all'adeguamento agli standard nazionali e internazionali possiamo lavorare in tutta Europa, tranne in Germania che ha una normativa a sé», ripetono Favilli e Giannoni. L'ultima qualifica è l' "Ecm", arriva dopo quelle "targate" 14001, 18001 e 15085. La prossima frontiera è quella delle metropolitane: ad esempio, con la manutenzione di "Sirio" a Firenze poco tempo fa, ma conquistando anche il livello di pre-qualifica con Trenord.

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