Il Tirreno

Livorno

«Bus, parchi, giochi abbiamo bisogno di servizi in più»

Scopaia, i residenti al Caffè Tirreno: qui si vive bene ma mancano piste ciclabili e aree verdi attrezzate

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LIVORNO. È uno dei quartieri più giovani della città. Quello dove le strade profumano d’Europa: via Inghilterra, via Olanda, via Danimarca, via Finlandia. Le cronache raccontano che qualche anno fa, nel consiglio della circoscrizione 4, ci fu addirittura chi pensò bene di proporre un cambio di nome: da Scopaia a quartiere Europa. Proposta mai decollata, per volere degli stessi residenti. Qui si mescolano case popolari e case private, vecchia e nuova Livorno. Via Inghilterra è la “strada dello shopping” del quartiere, troppo stretta per tanti perché da qui passano anche gli autobus. «Come si vive qui? Bene. Ma avremmo bisogno di qualche luogo di aggregazione e servizio in più, a cominciare dai parchi attrezzati per i bambini», sottolinea Domenico Salvemini, titolare del Dolce Vita caffè in via di Popogna. Il locale, insieme al bar d’Europa in via Inghilterra, di Loriano Geri e Maria Angelina Puligheddu, ha ospitato la nuova tappa di Caffè Tirreno.

L’autobus che non c’è. Come per altri quartieri, anche alla Scopaia l’autobus domenicale non circola più. Il 6 nei giorni festivi è stato soppresso. C’è il 3, «ma ferma solo in via Inghilterra e una volta l’ora», spiega Rita Cacciò, che con il marito abita in via Ungheria. «Una persona anziana - continua - senza questo servizio è costretta a rimanere a casa. Dal Comune ci hanno spiegato che lasciare il 6 anche la domenica sarebbe una spesa impossibile da sostenere». «Passa solo il 3 lungo via Inghilterra - riprende -, ma fa un giro lunghissimo e ferma lontano da vari punti del quartiere, per di più pochissime volte (ogni ora). Chi lo vuol prendere – conclude – comunque dovrebbe fare una lunga camminata». Yuri Risaliti, che ci ha raggiunto al Dolce Vita, ha lo stesso problema: «Da novembre non c’è più ed è un servizio fondamentale che va ripristinato. Bisogna pensare agli anziani che si muovono con le buste della spesa».

Attrezzare le aree verdi. E manca la pista ciclabile. Sedute al bar di via Inghilterra, invece, ci sono Laura Bullo, Fulvia Stevani e Caterina Baldi. Che toccano tre punti, lanciando altrettanti appelli. Il primo: «In questo quartiere si vive bene, ma mancano punti di aggregazione, alla fine c’è solo la chiesa». Il secondo: «In bici il quartiere è scollegato, manca una pista ciclabile. Sia all’interno che di collegamento con i quartieri che ci sono intorno». «Ho tre nipoti - racconta Laura - devo farli pedale sul marciapiede, per strada è pericoloso». Ed ecco uno dei temi clou: «C’è bisogno di sistemare di più le aree a verde, magari attrezzandole per i bambini», ripetono a turno le tre donne. Di spazi verdi ce ne sarebbero tanti, ma come ripete scherzando una delle commercianti, «sembrano campi di patate, o risaie, quando piove».

«C’erano dei giochi nell’area di Largo Europa - raccontano le tre donne - ma col tempo sono stati danneggiati e tolti. Ci sono poi dei giochi per bambini nell’area in fondo a via Inghilterra, ma anche lì sono stati danneggiati. Alcuni presero fuoco qualche anno fa e non sono mai stati sostituiti: andate a vedere, c’è ancora il tappeto di gomma mezzo bruciato». E in effetti l’altalena funziona solo per metà, lo scivolo piccolo è scritto, le panchine avrebbero bisogno di un po’ di manutenzione e il gioco che era stato bruciato negli anni passati non è mai stato sostituito. In un quartiere abitato anche da moltissime famiglie con bambini, quello delle aree a verde attrezzate è un punto su cui mettono l’accento in parecchi. Anche perché, sottolineano le nonne, il vicino parco di villa Corridi, «dove portavamo i nostri nipoti, è chiuso». Per l’amianto.

Largo Europa, quella piazza senz’anima. Pochi giochi per bambini e tutti danneggiati, una costruzione (dove c’è un’erica e un laboratorio di solidarietà) vergata di scritte e una mini statua che somiglia all’Ombra della sera (non esiste una targa che la racconti), malridotta. «In questo quartiere si vive bene, ma la zona è tralasciata: in questa piazza c’erano girellini e tanti altri giochi, tolti perché danneggiati e mai rimessi», dice la sua Grazia Lucarelli.

Il maxi-spiazzo di via Olanda aspetta. Tra le aree a verde non curate e mai davvero sfruttate c’è quella tra via Olanda e via della Scopaia. Un immenso spiazzo davanti alla chiesa. Negli anni è finito più volte al centro del dibattito, ma tutti i progetti ipotizzati (perfino un nuovo supermercato) non sono mai decollati. «Ci sono molti cani nel quartiere, perché non farci un’area attrezzata, più curata?», propone Mascia Pini, che gestisce l’edicola. Vicino a lei chi chiede giardini o parcheggi.

Area per cani e appello anti-rifiuti. Un appello a realizzare una vera area di sgambatura per i cani «che oggi non esiste» arriva anche da una coppia di residenti, Eleonora Ierubino e Fabio Cantini, seduti al bar d’Europa con il loro shar pei Ettore. Segnalano due criticità. La prima: «Ci sono troppi cani liberi, il nostro è anche stato morso, e persone che non raccolgono i bisogni. Abbiamo anche fatto esposti ai vigili urbani, chiediamo più controlli». La seconda: «In alcuni cassonetti della spazzatura ci buttano di tutto. C’è chi ci svuota il garage, anche bombole del gas. Questo è un problema di educazione».

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