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Morto a 44 anni davanti alla figlia, la moglie: «Non lo trovavo da ore»
Livorno, la donna, ancora ricoverata all’ospedale di Pisa dove ha dato alla luce una bambina, ha raccontato alla polizia le ultime ore di vita del marito
LIVORNO. Mamma Caterina ha raccontato alla polizia di aver cercato invano il marito per ore la mattina di martedì 17 gennaio. «Lo chiamavo al cellulare ma lui non rispondeva», ha spiegato. Salvatore Ranieri e la moglie si erano lasciati la sera precedente, felici per la nascita della secondogenita avvenuta intorno a mezzogiorno di lunedì all’ospedale di Pisa. Poi il silenzio e la promessa di sentirsi di nuovo il giorno successivo. Ma quella telefonata non è mai arrivata. Al contrario intorno alle 14,30 la baby sitter che doveva andare a prendere la figlia della coppia all’asilo non trovandola a scuola è andata a suonare casa della coppia, nella zona di San Jacopo, senza ricevere alcuna risposta.
È toccato ai vigili del fuoco, a quel punto, sfondare la porta dell’appartamento per entrare. Il corpo del consulente finanziario che lavorava per le Assicurazioni Generali di Livorno era riverso a terra nella cucina dell’appartamento al secondo piano del palazzo di via Corsica. Nella stanza accanto la figlia di due anni in lacrime. È iniziata dalla scoperta di questa tragedia familiare il lavoro degli agenti della squadra mobile per risalire alle cause del decesso dell’uomo, originario di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, ma da anni residente a Livorno. Il primo punto su cui l’inchiesta coordinata da procuratore capo Ettore Squillace Greco sta cercando di fare luce è l’orario del decesso. «Quando siamo arrivati - hanno spiegato i soccorritori - la situazione era già disperata». Ecco perché è possibile che l’infarto che ha stroncato i sogni del quarantaquattrenne possa risalire a un orario compreso tra le 12 e le 14.
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Dagli accertamenti effettuati anche con i familiari della vittima non sono emerse patologie cardiache o precedenti problemi di salute da parte dell’uomo. Ecco perché il procuratore ha sequestrato la salma e disposto ulteriori accertamenti medici. Questa mattina al palazzo di giustizia in via Falcone e Borsellino è previsto l’affidamento dell’incarico a due esperti di medicina legale che avranno il compito di risalire alle cause del decesso. Si tratta del professor Marco Di Paola e del collega Mario Giusani, entrambi docenti all’università di Pisa.
«Abbiamo scelto questa strada - spiega Ettore Squillace Greco - per cercare di risalire alle cause della morte. Si tratta di un lavoro che dobbiamo alla famiglia che sta vivendo questa tragedia, anche per tutelare il futuro delle figlie» nel caso in cui venissero scoperte malattie congenite. Dalla Calabria mercoledì sono arrivati anche i parenti dell’uomo. E non è escluso che all’autopsia possa partecipare anche un consulente dei familiari che affianchi gli esperti nominati dalla Procura. «Al termine degli esami - conclude il procuratore - restituiremo la salma ai familiari per lo svolgimento dei funerali». Ancora non è chiaro se il corpo di Salvatore Ranieri sarà tumulato a Palmi, dov’è nato, oppure rimarrà a Livorno vicino alla moglie e alle due figlie.
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