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Livorno

Il vescovo: la Procura dissequestri il bacino

LIVORNO. «La Procura dissequestri il bacino». A chiederlo è il vescovo Simone Giusti, che sia al tg di Granducato sia dal sito web della curia è tornato a insistere su questa battaglia che lo ha...

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LIVORNO. «La Procura dissequestri il bacino». A chiederlo è il vescovo Simone Giusti, che sia al tg di Granducato sia dal sito web della curia è tornato a insistere su questa battaglia che lo ha visto spesso in prima fila. L'ha fatto dopo che una delegazione di Vertenza Livorno lo ha incontrato per rappresentargli l'attuale situazione di disagio di tanti lavoratori livornesi, che «dopo aver perso il lavoro, nei prossimi mesi non avranno più nemmeno il sostegno degli ammortizzatori sociali», come ripete il giornale on-line della diocesi c he ha ironicamente ipotizzato anche l’eventualità di mobilitare le “Iene” per sbloccare la situazione di questa infrastruttura dell’economia del mare.

Al centro dell'attenzione è l'impasse che riguarda una opportunità occupazionale come quella offerta dai bacini («sia quello grande, in muratura, lasciato all'incuria, sia quello galleggiante, il cui bando di gara è fermo ormai dall'agosto 2015, per le indagini della Procura della Repubblica dopo l'incidente mortale avvenuto all'interno dell'area»).

Il vescovo dice di non essere interessato «più di tanto alle diatribe su chi ha le colpe» e sottolinea di comprendere «le esigenze della Procura» perché «qui c’è un morto». Ma – torna a sottolineare – «occorre che si comprenda anche in Procura» che il bacino è «un bene comune» che appartiene alla collettività. Monsignor Giusti invita i magistrati a accelerare i tempi perché siano rispettate le giuste esigenze di indagine ma anche si dia all’Authority il bacino così da poter proseguire una gara importante per le prospettive del lavoro.

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di Redazione web