Il Tirreno

Livorno

Il sindaco Nogarin querela la mamma della lite al Melo

Juna Goti
Il sindaco Nogarin querela la mamma della lite al Melo

La decisione della giunta dopo un commento su Fb. Vie legali anche contro l’ex direttrice generale

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LIVORNO. La giunta comunale ha deciso di querelare per diffamazione, e partendo da un commento scritto su Facebook, Chiara Bosi, la mamma di tre bambini che fino all’ottobre scorso ha vissuto nella casa famiglia Il Melo e che negli ultimi mesi si è scontrata più volte, anche pubblicamente, con il sindaco proprio sulla gestione della struttura (dove il Comune ha deciso di ospitare anche i profughi minori non accompagnati) e più in generale sulla gestione dell’emergenza casa in città.

La “proposizione di querela per diffamazione” è saltata fuori ieri, con l’approvazione da parte della giunta della delibera numero 6. Nell’atto si legge che «su Facebook del 24 e 25 ottobre 2016 è apparso un commento a firma della signora C.B. di contenuto diffamatorio per l'onore ed il decoro dell'amministrazione comunale», «duramente apostrofata con frasi oltraggiose in relazione alla vicenda personale» della donna «durante il suo accoglimento presso la casa famiglia Il Melo». Secondo l’amministrazione, «identiche affermazioni oltraggiose e diffamatorie sono state caricate sui social anche successivamente», insieme a «interviste e/o esternazioni della signora del tutto offensive dell'onore e della reputazione dell'amministrazione». Che «a tutela» del suo «prestigio» e della sua «reputazione» cosa ha fatto? Ha deciso di «proporre querela». E «con voti unanimi espressi in forma palese» ha dato il via libera anche all’immediata esecutività dell’atto.

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La storia parte da lontano, almeno da quando all’interno del Melo - dove nel luglio del 2015 si è fatto vedere anche il leader della Lega nord Matteo Salvini - sono scoppiate le prime difficoltà di convivenza tra alcune donne della casa famiglia e i profughi minori ospitati nella struttura. A settembre l’ultima lite che ha coinvolto la donna, poi spostata, dopo vari passaggi, nelle stanze dell’emergenza abitativa all’ex scuola Camilli. Nel mezzo ci sono stati anche botta e risposta accesi con il primo cittadino, come quello andato in onda a Quinta Colonna. «Non so a cosa si riferisca nel dettaglio la querela - commenta oggi la donna - ma sicuramente ho sempre detto e scritto quello che pensavo. E continuerò a farlo. Il sindaco venga piuttosto a vedere come si vive all’ex Camilli: è una vergogna, sono settimane che lo segnalo».

Ma quella che affonda le radici nella vicenda del Melo non è l’unica querela decisa nel primo mese dell’anno dall’amministrazione pentastellata. Con la delibera che viene subito prima (la numero 5 del 10 gennaio) la giunta ha infatti deciso di affidare a un legale esterno, del foro di Genova, la proposizione della querela per diffamazione nei confronti dell’ex direttrice generale del Comune, Sandra Maltinti. La guerra tra Filippo Nogarin e l’ex figura di vertice del municipio, che lui stesso aveva nominato nel 2014 salvo poi revocarle l’incarico dopo due anni, va avanti ormai da mesi. Questa volta al centro della querela (spesa prevista per l’avvocato: 2.347 euro) c’è finito un articolo a firma dell’ex direttrice che il 26 ottobre scorso è stato pubblicato su “La Settimana tutti i giorni”, il giornale online della diocesi. Articolo che il primo cittadino e i suoi assessori hanno giudicato «di contenuto diffamatorio per l’onore e il decoro dell’amministrazione». E via con le carte bollate.

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