Il Tirreno

Livorno

Rotonda di Ardenza, tre giorni di selfie davanti alla nave incagliata

di Gianni Tacchi

Livorno, grandi, piccini, scuole: ecco chi non si è voluto perdere lo scatto-ricordo con il gigante Sigma

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LIVORNO. L’ossessione dei selfie e l’ansia di poter urlare “io c’ero” alla piazza virtuale di Facebook, come se fosse un concerto dei Rolling Stones o una finale di Champions League, hanno contagiato mezza Livorno negli ultimi due giorni. Sì, il virus dello scattare una foto a quella nave bloccata ai Tre Ponti è entrato quasi in ogni casa, come l’influenza di questo periodo. E così migliaia di persone hanno invaso quel suggestivo tratto del lungomare, tirando fuori lo smartphone e scattando da ogni angolo.

C’era la curiosità di vedere quel mercantile arancione a pochi passi dalla Rotonda d'Ardenza, c’era la smania di essere lì per dirlo poi a tutti con un post sui social, c’era l’adolescenziale speranza di qualche like in più e c’era anche la preoccupazione per un eventuale disastro ambientale. «È qualcosa di impressionante – racconta Lorenzo Marras dopo aver fatto qualche foto con gli amici di una vita – è un evento anomalo, curioso e tragicamente affascinante. Per fortuna nessuno si è fatto male e non ci sono stati grossi danni, altrimenti sarebbe stato un disastro».

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CORSA PER UN SELFIE

Una passeggiata sul lungomare e un panino sotto il sole dopo il gelo dell’ultima settimana sono diventati, nella mattinata e nel primo pomeriggio di ieri, l’occasione giusta per fermarsi davanti a quel cargo e lasciarsi andare a qualche selfie. «Così ci ricorderemo per sempre di questa grossa nave imprigionata ai Tre Ponti», hanno detto tutti, pensando anche al caso Costa Concordia di cinque anni fa e distinguendo le due corse al selfie, «perché quella fu una tragedia immensa e questo invece è un episodio più leggero». Basti pensare che la notte di venerdì, anche attorno alle due, c’era una folla di auto parcheggiate per guardare lo “spettacolo” come in un drive-in.

Eppure c’è chi è venuto addirittura da fuori Livorno, come Lidia Di Pasquale, per scattare delle foto e salvarle nel rullino del suo smartphone: «La curiosità era tanta – le sue parole – io sono di Rosignano e sono qui solo per vedere questa nave incagliata, perché la portata dell'incidente è rilevante. Spero solo che non ci siano danni». Altri livornesi, invece, hanno ripensato ai tuffi di agosto in quello specchio d’acqua e si sono fermati a osservare il mercantile in balia delle onde.

«È strano vedere una nave così grossa in quel punto – ha spiegato Lisena Petrini – anche perché noi siamo abituati a una vista diversa: gente che prende il sole, bambini che fanno il bagno… Il selfie? Beh, chissà se ricapiterà una cosa del genere…».

«Io vengo tutti i giorni a camminare sul lungomare – l’intervento di Carlo Orlandi – e mi sono fermato solo per curiosità, come del resto tantissimi altri livornesi».

BATTUTE E CAOS

E potevano mancare le battute su quella nave intrappolata ai Tre Ponti? Macché. E infatti i livornesi si sono sbizzarriti, sia alla Rotonda d'Ardenza che sui social network con gli amici.

«Potrebbero lasciarla lì e metterci qualche trampolino, così quest’estate ci si fa du’ tuffi!». «Ma perché, un bel ristorantino in mezzo al mare no?». E così via, fra il traffico intorno alla Rotonda e le auto parcheggiate dovunque «per scendere un attimo e fare una foto», situazione che ovviamente ha scatenato la rabbia di tante altre persone. «Ma qual è il senso di farsi una foto davanti a una nave incagliata?», si sono chiesti centinaia di livornesi anche su Facebook. In mezzo a tutto questo, sia prima che durante le operazioni di rimozione di ieri pomeriggio, c’era anche la questione ambientale. L’hanno sottolineata soprattutto Melania Martelli e Aldo Conforti, parlando proprio di fronte al mercantile ancora incagliato: «C’è timore in vista della prossima estate, speriamo che neanche una goccia di carburante sia finita in mare». Preoccupazione per qualcuno, ma per altri - forse - contava solo un selfie davanti a quella mezza carcassa d’acciaio.

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