Gioco
Vertenza Livorno incontra la Regione «Ora servono i fatti»
Venerdì appuntamento con Grieco. Sul tavolo ammortizzatori in scadenza, corsi e soprattutto il lavoro, dai bacini a Invitalia
LIVORNO. Corsi di formazione per chi non ha più vent’anni, una strada che porti verso il pensionamento chi ne ha superati da tempo 55 ed è rimasto a casa, una soluzione al problema degli ammortizzatori sociali in scadenza. E lavoro, prima di tutto lavoro. È questo che chiedono i livornesi di tante realtà diverse che sono rimasti senza un’occupazione e che da tempo si sono riuniti in Vertenza Livorno.
Ieri mattina ha raggiunto la redazione del Tirreno il presidente Giacomo Polese (44 anni), insieme a un gruppo di persone che come lui hanno perso il posto quando, due anni fa, la fabbrica della Trw di via Enriques ha chiuso i cancelli lasciando a casa 450 lavoratori. Come Annarita D’Amore (56), Alberto Fontanelli (58), Davide Del Braca (50), Marco Neri (60). Basterebbero i numeri che riportano della loro ex fabbrica a fare spavento: «Eravamo 450, a oggi è riuscito a riavvicinarsi al mondo del lavoro solo un centinaio di persone, tra contratti a tempo determinato, indeterminato e a chiamata».
La prima novità è che venerdì i rappresentanti di Vertenza Livorno incontreranno l’assessora regionale Cristina Grieco. Il faccia a faccia, salvo cambi in corsa, è in programma in mattinata al centro per l’impiego di Livorno.
A turno gli ex lavoratori raccontano così il dramma di chi è rimasto a casa, soprattutto di chi non è più un ragazzino, di chi ha lavorato per una vita e ora, alle prese con curriculum, «deregolamentazione e appalti degli appalti, che a Livorno sono all’ordine del giorno», si sente ripetere che «non siamo più spendibili».
«A marzo - sottolineano gli ex Trw entrati nel gruppo di Vertenza Livorno - scadranno anche i tre mesi aggiuntivi di cassa integrazione e tutti quelli che sono nella nostra situazione non avranno più niente: niente cassa integrazione, nessun ammortizzatore sociale. Insomma, la fame». Mentre raccontano di non aver visto concretizzarsi, fino a oggi, neppure i lavori socialmente utili e i corsi di formazione.
Cosa chiederanno quindi all’assessora? «Corsi di formazione per gli over 40, corsie di accompagnamento alla pensione per gli over 55 che non riescono più a inserirsi nel mondo del lavoro e discutere il problema della scadenza degli ammortizzatori». Ma «per prima cosa chiediamo lavoro, vogliamo lavorare». Perché «il prolungamento degli ammortizzatori per tre mesi è un piccolo respiro, ma dopo cosa c’è?». È guardando al fronte dell’occupazione e alla speranza di nuove prospettive che puntano i riflettori su due bandi: quello dei bacini di carenaggio e quello di Invitalia.
«Lo sblocco della gara dei bacini in porto - ripetono a turno - può portare posti di lavoro ed è per questo che abbiamo lanciato la raccolta firme. Cosa la blocca? E cosa blocca il percorso di Invitalia? Se a Livorno non vengono nuove realtà industriali non ci risolleviamo, sono due anni che aspettiamo di vedere cosa verrà fuori in concreto dal bando di Invitalia». «Siamo qui per scuotere la politica, che sia di destra o di sinistra, perché in due anni non sono stati fatti passi avanti concreti», ripetono. Partendo da un sos chiaro: «Servono anche soluzioni subito, perché da marzo saremo tutti a mare, senza ciambella di salvataggio».
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