Il Tirreno

Livorno

La bella Terrazza è piena di ferite: ora salviamola

di FABRIZIO PETARCA
La bella Terrazza è piena di ferite: ora salviamola

Un lettore ci scrive dopo una passeggiata «Chi non la ama, non ama se stesso...»

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di FABRIZIO PETARCA

Questa mattina mi son svegliato con la voglia di Terrazza Mascagni: più fa freddo e più amo passeggiare su quella scacchiera.

Non mi piace condividerla con la folla e così i miei momenti preferiti per godermela coincidono spesso con le condizioni meteo meno favorevoli, quando riesci a vederla senza "inquinamento umano".

Ogni volta che salgo i suoi gradini vengo istantaneamente preso dal desiderio di contare le mattonelle bianche e quelle nere, è più forte di me, poi vengo rapito dal suo fascino e desisto.

Ho cercato di coinvolgere molti amici in questa impresa, ma l'unica cosa che ho ottenuto è stato il loro interessamento per le mie condizioni psicofisiche. Stamani alle 8 sapevo di trovarla senza trucco ed appena svegliata, proprio come amo vedere la mia donna.

Era lì adagiata sul mare, ancora addormentata, che lentamente riprendeva i suoi colori baciata dai primi raggi di sole.

In questo luogo per me magico ho dato i primi baci, ho lasciato le mie lacrime più pesanti e le mie risate più grasse, ho fumato la pipa ogni santo giorno dopo pranzo nell'anno della maturità, ho consumato libri e taralli ogni primavera nella pausa pranzo, vi ho ballato e preso le decisioni più importanti della mia vita andando avanti e indietro come fosse il corridoio di casa mia.

Oggi al risveglio l'ho trovata ferita come mai l'avevo vista, e con lei io. Senza l'abito dei livornesi che la riempiono e la vestono all'uscita del primo sole, mascherandone le rughe con la loro presenza, l'ho vista nuda ed ho potuto così contare tutte le sue ferite. Vederla in questo stato, violentata dall'inciviltà dei suoi fruitori e dalle mancate manutenzioni, mi ha dilaniato.

La Terrazza Mascagni non è solo uno dei simboli di questa città, è un valore, un trampolino verso l'immaginario, è medicina per l'anima, e pensare che nessuno si sia preso la briga di difenderla e di incalzare chi dovrebbe tutelare questo patrimonio, non mi fa sentire in sintonia con questa comunità. Mi si dirà che non ci sono i soldi, tanto tutto cade sempre lì, ma di questo passo con questo alibi, ci rimarrà solo il ricordo di quello che era.

La Terrazza deve essere recuperata ed urgentemente, a chi governa questa città il compito di intervenire subito senza se e senza ma. Mi auguro che questo mio appello sia raccolto e condiviso perché chi non ama la Terrazza non ama se stesso.

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