Il Tirreno

Livorno

Al pronto soccorso un paziente ogni 7’ (con soli 5 medici)

di Gianni Tacchi
Al pronto soccorso un paziente ogni 7’ (con soli 5 medici)

Accessi boom: da Natale sono stati 100 in più rispetto al 2015 e per colpa dei posti letto mancanti attese di 24 ore in barella

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LIVORNO. C’è il virus dell'influenza, che nell'ultimo periodo ha colpito mezza città, con tanti livornesi che sono andati al pronto soccorso per la temperatura troppo alta. E poi c’è la psicosi della meningite, così si corre in ospedale anche per un semplice mal di testa o per un po’ di febbre. Ecco che nell’arco delle ultime due settimane, al pronto soccorso di Livorno, ci sono stati circa 100 accessi in più rispetto allo stesso periodo di un anno fa. È aumentato il numero di ricoveri, principalmente anziani con la polmonite a causa dell’influenza. Sono aumentate le ore in sala d’attesa. È tornata attualissima la carenza di posti letto.

La fotografia che abbiamo scattato ieri mattina è emblematica: alle 12,45 c’erano 45 pazienti in visita, 4 dei quali in codice rosso (infarto, lesioni interne…) cioè in pericolo di vita. E ovviamente i medici di turno, che solitamente nei giorni feriali sono cinque, erano concentrati su questi casi.

Ma nello stesso momento c’erano anche 12 codici gialli, situazioni comunque urgenti e monitorate costantemente. Tanto per capirsi: insufficienze respiratorie, fratture esposte con perdita di sangue, alterazioni dello stato di coscienza. E poi, tanto per gradire, altre 29 persone in attesa, per ore e ore, con febbre alta o con qualche altro problema non grave.

Nel pomeriggio alle 16 la situazione era ancora peggiore: 5 codici rossi, 12 gialli, 29 verdi.

«Ogni giorno è così – spiega chi lavora al pronto soccorso – l’influenza e la paura di avere la meningite stanno spingendo tante persone a venire qui, poi ci sono i soliti incidenti con feriti più o meno gravi. Ma il personale è questo e le attese sono inevitabili».

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PARCHEGGIATI 20-30 ORE SU UNA BARELLA. Sempre alle 12,45 di ieri, all’interno del pronto soccorso c’erano anche 12 persone già visitate dai medici e in attesa di un posto letto libero in un reparto, in attesa del vero e proprio ricovero.

Tutti “parcheggiati” su alcune barelle, tra i corridoi e quindi in mezzo al caos generale, anche se continuamente monitorati con professionalità.

Qualcuno era lì da quasi venti ore, ma a volte si arriva anche a trenta, passando la notte a pochi centimetri da altri pazienti e quindi senza un minimo di privacy. Una situazione denunciata dal Tirreno anche nello scorso novembre, quando una signora di ottant’anni – cardiopatica e con un’infezione del sangue in corso – venne lasciata su una barella per 27 ore prima di essere trasportata in reparto.

Perché queste attese infinite? Per la mancanza di posti letto in tutto l’ospedale. In viale Alfieri, dal 2012 al 2016, ne sono stati persi 51 e così adesso il totale è di 362, un numero decisamente inferiore rispetto al parametro previsto dalla Regione: dovrebbero essere 3,15 ogni mille abitanti, invece a Livorno siamo fermi a circa 2.

La nuova Usl Toscana nord ovest è già intervenuta per aumentarli, tanto che adesso sono 8 in più rispetto al 2015, e la nascita dell’agenzia di continuità per il post ricovero va proprio in questo senso: riduzione dei ritardi nelle dimissioni dai reparti col conseguente migliore utilizzo dei posti-letto di degenza.

Ma la situazione ad oggi resta molto critica. «Ovviamente i pazienti vengono curati e seguiti anche qui – confermano gli operatori – ma non è la stessa cosa di un reparto. Dentro il pronto soccorso ci sono quelli che fanno i primi accertamenti, c’è chi aspetta in sala d’attesa, ci sono i familiari dei pazienti minorenni o anziani».

QUASI 200 PAZIENTI AL GIORNO. Nel corso del 2016, gli accessi totali al nostro pronto soccorso sono stati quasi 70mila, per la precisione 67.254: la media è di circa 185 al giorno, cioè uno ogni 7 minuti e mezzo.

Numeri in linea con il passato nonostante il boom dell'ultima settimana di dicembre, quando siamo arrivati anche a oltre 200 pazienti ogni 24 ore.

AL PRONTO SOCCORSO PER FARSI IL CHECK UP. «Purtroppo è anche questione di mentalità – racconta qualcuno – al di là di questa influenza e di questa psicosi meningite, i livornesi vengono in ospedale anche per un mal di testa o un giradito. E poi c’è anche chi approfitta di qualche malessere per una visita dal dermatologo o dall’oculista». Fatto sta che nei primi cinque giorni di quest’anno, il numero di accessi si è avvicinato a quota mille, muro che verrà sicuramente sfondato nella giornata di oggi. E intanto i tempi d’attesa sono diventati lunghissimi. «Questo dipende soprattutto dal numero di codici rossi – risponde un’infermiera – ovviamente hanno la priorità, ma dipende anche da chi si presentano qui con un po’ di mal di testa. A volte si aspetta anche 6-7 ore per essere visitati».

 

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