Gioco
«È la legge a dire che le acque in porto deve gestirle Asa»
Palazzo Rosciano ribatte alle accuse di Acquedotto Portuale «Basta accusare l’istituzione quando si perde una commessa»
LIVORNO. «Non è certamente intenzione o interesse dell’Autorità Portuale “strozzare lentamente” qualcuno, tantomeno operatori e lavoratori portuali. Come succede ogni giorno, le concessioni di servizi hanno una scadenza - nel caso specifico durata quasi 16 anni - e nessun imprenditore può rivendicare diritti speciali derivanti da tradizioni familiari». Massimo Provinciali, segretario generale di palazzo Rosciano, risponde tranchant alla denuncia di Gabriele Fava, legale rappresentante di Acquedotto Portuale Srl, la società che dal 2001 ha gestito il servizio idrico portuale, a terra e in mare, passato dal primo gennaio sotto l’egida di Asa.
I toni di Provinciali sono fermi: «L'Autorità Portuale avrebbe avuto l'intenzione di "screditare" il lavoro di Acquedotto Portuale per il solo fatto di aver chiesto conto di lamentele ricevute da utenti portuali? - continua -. E' davvero singolare apprendere che un ente concedente un servizio di pubblica utilità non sia in diritto di chiedere spiegazioni al concessionario nel caso siano paventati o rappresentati motivi di disservizio».
E ancora: «In verità ci preoccupa leggere un’affermazione del tipo "Adesso sette, o forse otto, persone perderanno il lavoro". È l'ennesimo ed inaccettabile caso in cui un imprenditore che perde una commessa di lavoro pensa di poter addossare tale responsabilità al committente».
Il n. 2 dell’Authority entra poi nelle contestazioni di legge mosse da Fava, e le rimanda al mittente una per una. A partire dalla principale: la gestione ad Asa non è un affidamento diretto (vietato per le società non pubbliche), ma un passaggio obbligato.
«Il decreto 152/2006 "Norme in materia ambientale" stabilisce il principio di unicità della gestione del servizio idrico integrato in ciascun ambito territoriale ottimale. Lo stesso decreto ha previsto che il gestore unico del servizio subentri al momento dell'entrata in vigore della normativa, o che, in caso di affidamenti basati sulla normativa previgente, il gestore unico "subentra alla data di scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto" - sottolinea Vivaldi -. Ciò è stato peraltro confermato, su specifica richiesta di chiarimenti formulata dall'Autorità Portuale, dal ministero dei trasporti l'8 febbraio 2016».
Provinciali continua: «Il comune di Livorno, compresa l'area portuale, fa parte del territorio della Conferenza Territoriale 5 - Toscana Costa, il cui gestore unico è Asa Spa fino al 2026».
In attuazione di questa normativa, Comune, Authority, Ait e Asa hanno sottoscritto un protocollo d'intesa con il quale è stato dato atto che dal primo gennaio 2017, scaduto il rapporto contrattuale con Acquedotto, il gestore unico assumesse la gestione del servizio idrico integrato anche sulle banchine.
«Pertanto - spiega Provinciali -, l'Autorità Portuale non ha direttamente affidato ad Asa alcuna concessione di servizi, ma, in forza della normativa vigente in materia, ha semplicemente riconosciuto - confortata dal vigilante ministero -, il principio di gestione unica anche nell'ambito portuale».
Replica secca anche sulla questione del supporto che Labromare darà ad Asa per il rifornimento delle navi: secondo Fava sarà utilizzata la nave Alcide che invece non è in grado trasportare acqua potabile.
«Asa rimane l'unica responsabile in merito alla regolare esecuzione del servizio - sottolinea il segretario -. Riguardo all’uso della motocisterna Alcide, l’Autohority non ha alcun motivo di dubitare che la stessa sia in possesso di tutte le necessarie autorizzazioni per il trasporto di acqua potabile, monitorando, per quanto di competenza, che il servizio prestato alle navi venga svolto in modo soddisfacente per l'utenza portuale».
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