Il Tirreno

Livorno

L'ad di Asa sulla guerra dell'acqua: «Tutto regolare, il servizio standard in porto sarà garantito»

Federico Lazzotti
L'ad di Asa sulla guerra dell'acqua: «Tutto regolare, il servizio standard in porto sarà garantito»

Livorno, Ennio Marcello Trebino: «Labromare garantisce i livelli di sicurezza necessari, il 2017 sarà anno di transizione»

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LIVORNO. «L’affidamento del servizio idrico in porto senza una gara è un percorso assolutamente regolare. Abbiamo anche un parere del Ministero che ci dice chiaramente come venga sancito il principio dell’unicità della gestione del servizio idrico integrato e conseguentemente la legge riconduca anche al gestore unico le gestioni in precedenza affidate ad altri consorzi o enti pubblici».

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Ennio Marcello Trebino, amministratore delegato di Asa spa cita il pare del Ministero dei Trasporti per scacciare qualsiasi ombra sull’ingresso di Asa sul porto di Livorno. Un concetto che lo stesso amministratore della spa aveva espresso in una lettera del 29 dicembre scorso indirizzata ad Autorità portuale, Comune di Livorno e ministero della Salute dopo la diffida arrivata dagli avvocati della Acquedotto Portuale Srl. «Il ruolo istituzionale di Asa - si legge - non le consente di sottrarsi all’esecuzione di un servizio essenziale per l’utenza pubblica e privata, secondo la richiesta che le venga fatta dagli organi competenti».

Poi per quello che riguarda il subappalto del servizio in rada a Labromare spiega: «La società ha tutte le autorizzazioni necessarie per garantire il servizio, oltre a serietà e professionalità, in grado di portarlo avanti». Lo stesso amministratore delegato non nasconde, però, alcuni dubbi sia sulla rendita del progetto che sulla messa a regime, almeno in tempi brevi. «A mio avviso il margine di questo servizio - ammette Trebino - è nullo o scarso. Anche se queste valutazioni mancano di alcuni dati che sono in possesso solo della società Acquedotto Portuale. Detto questo - prosegue - siamo convinti di poter garantire un servizio di qualità standard già da adesso. Questo significa non soddisfare tutta la richiesta possibile ma quella che ci è stata chiesta».

Dentro ad Asa si sono dati un anno di tempo per studiare l’andamento del servizio idrico in porto per poi eventualmente intervenire. «Il 2017 sarà un periodo di transizione per calibrare costi e ricavi e soprattutto effettuare una radiografia approfondita della situazione tecnica». Poi ricorsi e battaglie legale permettendo si guarderà avanti.

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