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Livorno

Fava e la guerra dell'acqua in porto: «Non mi strozzerete, meglio buttare le mie navi a fondo»

Federico Lazzotti
Fava e la guerra dell'acqua in porto: «Non mi strozzerete, meglio buttare le mie navi a fondo»

Livorno, la rabbia del legale rappresentante di Acquedotto Portuale: «Da generazioni forniamo il servizio, ora andranno persi anche 8 posti di lavoro: facciamo la gara se perdo mi faccio da parte»

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LIVORNO. «La sa una cosa? A questo punto preferisco affondare le mie due navi e vederle calare a picco, rispetto alla prospettiva di venderle alla concorrenza oppure dare la soddisfazione a qualcuno di strozzarmi lentamente». Gabriele Fava, legale rappresentante della società Acquedotto Portuale Srl non ci sta a fare la figura della vittima sacrificale dopo aver perso il servizio idrico sul porto di Livorno.

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«A me non dà fastidio non avere più la concessione, è il mondo con cui sono stato tagliato fuori. Io chiedo solo che vengono fatte le cose regolarmente. L’Autorità Portuale faccia una gara europea, io partecipo, se perdo e vince qualcuno più bravo: ok, mi faccio da parte. Ma in questo modo, mi spiace, ma non ci sto. Anche perché i miei detrattori sostenevano che con Asa le tariffe si sarebbero abbassate invece sono rimaste le stesse». Prima di guardare agli eventuali esposti in Procura, all’Autorità anticorruzione e alla Corte dei Conti che i suoi avvocati stanno preparando, Fava guarda al passato. «Il servizio idrico in porto è nato con la mia famiglia, ha iniziato mio nonno, poi mio padre e infine sono subentrato io. Adesso sette, forse otto persone, perderanno il lavoro, ma di questo aspetto nessuno sembra preoccuparsi». In questi mesi sono state molte le avvisaglie di un tentativo di screditare il lavoro della Acquedotto Portuale.

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Diverse, infatti, le lettere inviate dall’Authority a Fava segnalando carenze nel servizio. Nell’ordine riguardavano: l’erogazione dell’acqua potabile alla Tdt, disguidi alle valvole di connessione al Terminal Calata Orlando, le rimostranze di uno dei ristoranti all’interno del porto e le presunte “fughe” di acqua dalle tubature. A difesa dell’operato della società c’è una lettera degli avvocati di Fava già il 18 novembre 2014. «Senza tema di smentita - scrivono rispondendo a ogni singola contestazione - abbiamo l’agio di affermare che ha svolto e tutt’ora svolge con ogni attenzione e proficuità il suo compito. Il servizio idrico portuale a favore dei natanti in mare e delle ditte e degli utenti a terra, è infatti sempre stato reso con il massimo impegno e con corrispondente esito, ad opera di soggetti e operatori esperti e generosamente impegnati. 

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