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Cannito spara a zero sulla giunta «Ma Livorno non è Disneyland»

Cannito spara a zero sulla giunta «Ma Livorno non è Disneyland»

LIVORNO. Non potrebbe essere più dura la requisitoria di Marco Cannito, capogruppo di Città Diversa, che mette nel mirino la giunta M5s: a cominciare dal fatto che «rappresentano una parte...

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LIVORNO. Non potrebbe essere più dura la requisitoria di Marco Cannito, capogruppo di Città Diversa, che mette nel mirino la giunta M5s: a cominciare dal fatto che «rappresentano una parte minoritaria della città» e sono stati sostenuti al ballottaggio per «provare una alternativa alla pericolosa e arrogante gestione Pd» ma ora, «eletti per grazia ricevuta», tentano la «cannibalizzazione di ogni altra forza sociale e politica». Non basta: per Cannito, sotto i Cinque Stelle la crisi della città è «peggiorata» e, anziché tentare l’inversione di tendenza, si sono proposti spesso come «garanti e continuatori del passato», in un «continuo guerreggiare col Pd, ambedue per interesse di potere nazionale più che per Livorno».

Cannito punta il dito contro «il trionfalismo sulle spalle dei cittadini» (solo «propaganda da rete di marketing, totalizzanti e irridenti», insensibilità ai «bisogni sociali, economici e morali dei più deboli») e contro il fatto che non si mostra «nessun interesse per la creazione di lavoro».

Un modello di sviluppo centrato sul turismo? Ben venga, dice Cannito ma è un «disastro» - avverte - il fatto che la giunta M5s voglia puntare su «una serie di lavori pubblici e viari che ingesseranno le casse comunali, ritenendo strumentalmente che tali opere attirino i turisti». L'esponente di Città Diversa se la prende soprattutto col fatto che il Comune sbaglia contrapponendolo al rilancio industriale e portuale: «Livorno non può essere ridotta a una Disneyland e la reindustrailizzazione (non solo nelle aree dismesse) può essere innovativa, energeticamente compatibile con l'ambiente e integrata con i turismi (movimentali, culturali, sportivi, religiosi)».

«Di fronte alle sofferenze della nostra gente – sbotta Cannito – è tollerabile che l'amministrazione non voglia tagliarsi 2 milioni di euro di indennità-stipendi di sindaco e assessori? O che si vogliano spendere milioni ad esempio per le riqualificazioni esterne ai Palazzi comunali?».

Per Città Diversa c'è da rimodulare alcune voci di bilancio, da agevolare le attività economiche, da tagliare sprechi («trasferte, incarichi, spese di propaganda») e utilizzare gli avanzi di amministrazione: a giudizio di Cannito ne salterebbero fuori «10-20 milioni di euro» da riversare «a sostegno di famiglie, disoccupati e poveri, per incentivi e defiscalizzazioni delle attività produttive, per la creazione di nuovi posti di lavoro».

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