Gioco
Aurtorità portuale, c'è l'intesa su Corsini presidente
Ora il nome del presidente designato verrà girato alle commissione per il parere. Se non ci saranno altri intoppi, a fine mese sarà al timone di Palazzo Rosciano
LIVORNO. Nella calza della Befana i porti di Livorno e di Piombino – riunificati nella nuova Authority di sistema – trovano finalmente l'ok del governatore Enrico Rossi al nome indicato dal ministro Graziano Delrio: quello dell'ingegner Stefano Corsini. Nessun comunicato ufficiale ma fonti bene informate confermano che ieri, di prima mattina, il presidente della Regione Toscana ha messo nero su bianco il proprio sì e l’ha comunicato agli uffici di Delrio. Corsini è il nome che, in tandem con quello di Andrea Ferrante, Il Tirreno aveva indicato in pole position nel toto-Authority fin dal 15 dicembre, cioè quattro giorni prima che il ministro Delrio lo indicasse esplicitamente parlando con i giornalisti appena arrivato all’inaugurazione della direttissima ferroviaria per la Darsena Toscana.
Stiamo parlando di un dirigente di alto rango all’interno della nomenklatura di Palazzo Chigi: il cinquantottenne dirigente del Dipartimento programmazione politica economica del Cipe lavora nell’équipe interministeriale che fa da braccio operativo alle decisioni del governo (non a caso è guidato dal premier e dal ministro dell’economia).
Dentro quella squadra, Corsini ha di recente prestato servizio all’Ufficio investimenti infrastrutturali avendo la responsabilità del Servizio III Servizio III (trasporti e infrastrutture fisiche). Insomma, un tecnico che ha alle spalle sì gli anni all’Ispra ma soprattutto l’esperienza nel project financing sul fronte caldo delle grandi opere. Dev’essere proprio questo che ha convinto ministro e governatore: basti ricordare che qualche settimana fa era stata la Regione a indicare in una delibera di giunta l’esigenza di una serie di approfondimenti e correttivi nel dossier del bando di gara della Darsena Europa (poi fatto slittare in extremis a maggio).
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Il proprio via libera informale, il presidente della Regione Toscana l’aveva già dato da giorni e ieri l’ha formalizzato. Ma questo altro non è che un passo in avanti: non basta a veder insediare il nuovo timoniere del porto di Livorno (e di quello Piombino).
Cosa accade adesso? Avendo ricevuto semaforo verde dall’intesa, il ministro Delrio può inviare il nome di Stefano Corsini alle commissioni per l’ultimo parere. Non hanno il potere di sbarrare il passo alla proposta di nomina formulata dal ministro delle infrastrutture e tuttavia non sarebbe un gran bel viatico. E dal punto di vista dei tempi? Le Camere tornano in attività, dopo la pausa natalizia, il 10 gennaio: non è da credere che questo provvedimento sia esattamente in testa alla priorità delle priorità, dunque la calendarizzazione del parere potrebbe portar via qualche altro giorno ancora. Risultato: quest’ennesima tappa della procedura dovrebbe esser sbrigata da qui a fine mese, poi spetterà al ministro arrivare al decreto di nomina. Difficile creder che vi siano i presupposti politici per un bis dell’odissea burocratico-istituzionale di Rodolfo Giampieri nell’ascesa al vertice dell’Authority di Ancona: intesa nell’autunno 2013 e strada apparentemente in discesa, eppure l’insediamento da presidente avverrà nel gennaio di due anni più tardi.
Il tempo non è una variabile indipendente, e questo non solo riguardo all’iter di nomina del presidente dell’Authority. Palazzo Rosciano è alle prese con le sorti dei tre bandi dai quali dipende il proprio futuro. Uno: quello della maxi-Darsena, con le correzioni di rotta chieste dalla Regione. Due: quello della privatizzazione della Porto 2000, nel bel mezzo dell’analisi delle offerte presentate dai pretendenti. Tre: quello dei bacini, con la crescente pressione che sui questo versante vede protagonisti il sindaco Filippo Nogarin e il vescovo Simone Giusti.
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