Il Tirreno

Livorno

118 unico con Pisa si partirà a febbraio I dubbi dei sindacati

di Lara Loreti
118 unico con Pisa si partirà a febbraio I dubbi dei sindacati

Ma la responsabile del settore punta a tranquillizzare: «Servizi migliori per il cittadino e maggiore efficienza»

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LIVORNO. È iniziato il conto alla rovescia per il via alla rivoluzione del 118, che sarà unificato tra Livorno e Pisa, con sede comune in viale Alfieri. Si partirà il 15 febbraio. Tante le novità: in primis, l’accorpamento del personale, con l’inserimento di nuovi infermieri, poi un nuovo sistema operativo e telefonico, che comporta una massiccia formazione, e un’organizzazione diversa nella gestione delle telefonate. Il taglio del nastro dunque sarà fra poco più di un mese, ma se da un lato l’azienda, nella persona della responsabile della sezione Rapporti con il territorio, Maria Rita Dragoni, si dice serena di come stanno andando le cose, dall’altro lato i sindacati non mollano la pressione e denunciano una serie di criticità. Il nodo principale riguarda la formazione, ma anche il numero degli infermieri - la Fiasl ne chiede 25 - e l’inserimento di personale nuovo. E secondo i rappresentanti dei lavoratori non va sottovalutato anche il tema della conoscenza del territorio pisano e labronico, visto che l’invio di tutte le ambulanze andrà gestito da Livorno. Ma andiamo per step.

COSA CAMBIA. L’accorpamento del 118 tra Livorno e Pisa si inserisce in un piano regionale che ha già visto l’unificazione delle centrali operative nelle aree vaste del centro e dell’est. La nostra zona - nord ovest - comprende due sottogruppi: Livorno e Pisa da un lato; Lucca, Massa e Viareggio dall’altro. Ora, in tutto, ci sono sei centrali del 118, due per ogni area vasta: un percorso che giungerà a compimento proprio il 15 febbraio, quando sarà ufficiale l’unione di Livorno con Pisa. Questo, all’interno del nostro ospedale, ha comportato cambiamenti, sia strutturali sia logistici, con l’accorpamento del personale nei tre turni quotidiani. Lo spiega la dottoressa Dragoni: «La sede del 118 unificato Livorno-Pisa è nella nostra storica centrale, nel padiglione 19 degli Spedali riuniti. Per accogliere tutto il personale e quindi la nuova organizzazione, è stato necessario prima di tutto fare dei lavori. L’ambiente è stato ampliato e le quattro storiche postazioni operative sono diventate 12». I turni giornalieri restano 3, ma il personale in servizio è raddoppiato: «Prima avevamo 4 persone in servizio la mattina, 4 di pomeriggio e 3 la notte -spiega la dottoressa Dragoni - Dal 15 febbraio invece ne avremo 8 la mattina (4 infermieri, 3 operatori e un medico); 8 di pomeriggio (stesso schieramento) e 6 la notte (3 infermieri, due operatori e un medico)». È stato poi installato un nuovo sistema operativo.

ARRIVA IL TRIAGE TELEFONICO.Gli infermieri rispondono ai cittadini sulla linea dell’emergenza, i tecnici inviano le ambulanze sul posto, sfruttando un’altra linea. E il medico fa da supervisore e interviene in caso di criticità. È questo in sintesi il nuovo approccio all’emergenza. Ciò è possibile prima di tutto perché il sistema telefonico è formato da ben sei linee dedicate: 118, ambulanze, forze dell’ordine, altre centrali, reparti ospedalieri, servizi ordinari. Ecco come verrà gestito il soccorso, nelle parole della dottoressa Dragoni: «A rispondere al 118 saranno solo gli infermieri: loro faranno una sorta di triage telefonico in cui valuteranno il codice di gravità. Quindi, in modo veloce, secondo un meccanismo digitale previsto dal sistema operativo, la chiamata passerà ai tecnici, che la inoltreranno alle ambulanze. Il tutto verrà controllato dal medico, che interviene in caso di necessità. Così il protocollo sarà uniformato al resto della Toscana: parleremo tutti la stessa lingua e saremo più efficienti. Certo, c’è l’emozione di una nuova partenza, ma siamo pronti».

SOS FORMAZIONE E SICUREZZA Il punto dolente su cui i sindacati non fanno sconti è proprio quello della formazione. Se infatti da una parte l’azienda sanitaria sottolinea che è in corso già dai primi di dicembre e che tutto sta procedendo bene, dall’altro le sigle sindacali (Fials, Cisl e Nursind) concordano sul fatto che i problemi ancora da risolvere sono molti. «Secondo quanto previsto dalla Regione, gli infermieri da impiegare nella nuova centrale unificata avrebbero dovuto avere un’esperienza pregressa nel settore dell’emergenza - dice Francesco Redini della Cisl - Ma ciò non è accaduto: da Pisa è arrivata una sola infermiera, tutti gli altri sono nuovi inserimenti, che avranno bisogno di una formazione ulteriore ad hoc». Per non parlare del problema della conoscenza dei territori nuovi: «Infermieri e operatori si troveranno a gestire un’area enorme che non conoscono e che comunque non potranno gestire al meglio in poco tempo», aggiunge Redini. Questo tema viene rilanciato da Michela Cavallin del Nursind, che pone l’accento anche sulle modalità di impiego degli infermieri stessi: «Ad oggi non si sa se saranno impiegati solo in centrale o anche a bordo dell’ambulanza, nel quale caso avrebbero bisogno di un’ulteriore preparazione. E in generale, c’è da aggiungere che a noi sindacati l’azienda non ha mai dato il piano formativo, quindi noi non sappiamo nulla di preciso. Inoltre, ho posto all’azienda sanitaria anche la questione sicurezza: per essere tutelato, il personale va inquadrato come “infermieri di area critica”».

CHIAREZZA SUI NUMERI. In tutto, secondo l’Asl, il personale in servizio dovrebbe essere formato da 6 medici, 20-24 infermieri e 20 operatori. Ma i sindacati chiedono chiarezza: «Gli infermieri devono essere 25 e ne mancano ancora alcune unità - dice Daniela Boem della Filas - Finché non sarà tutto chiaro, noi non daremo il via libera per la partenza del progetto. Già a dicembre ci siamo riuniti, e poiché era tutto in alto mare ci siamo opposti a un’imminente inaugurazione della nuova centrale unica. Ora aspettiamo una nuova convocazione dall’azienda perché i punti su cui far luce sono ancora tanti: formazione, nuove tecnologie, numeri del personale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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