Il Tirreno

Livorno

«Caro presidente, ti scrivo dalle banchine»

Paoletti (Confindustria): si applichino di più le regole. Caluri (Asamar): alt al ripetersi di concessioni temporanee

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LIVORNO. «Caro presidente, ti scrivo»: il fortunato “incipit” della canzone-cult di Lucio Dalla offre a “Port news”, la rivista dell'Authority, il destro per chiedere alle associazioni di categoria, da un lato, giudizi sul passato e, dall’altro, «osservazioni anche critiche su quel che rimane da fare».

Ad esempio, per Umberto Paoletti (Confindustria) serve più «determinazione nell’applicare le norme e le regole», soprattutto nei requisiti per le imprese autorizzate art. 16 e art. 18. Oltre a chiedere di «andare avanti con la zonizzazione», si deve «dare esecuzione a tutti i bandi prorogati fino ad oggi». Come? Dando vita a una sorta di task force interna: Paoletti lo chiama «un “gruppo di progetto” esclusivamente dedicato a monitorare gli adempimenti». Una cosa da fare? Il direttore di Confindustria ne indica in realtà due: 1) la revisione urgente del Regolamento d’uso delle aree demaniali, 2) lo stato di attuazione del Piano operativo triennale e della zonizzazione».

Riguardo agli agenti marittimi Asamar, il segretario Paolo Caluri mette l’accento sui dati in crescita come indicatore di una fase positiva. Qualche correzione di rotta da fare? Sarebbe servita «un’attuazione più tempestiva del piano regolatore portuale e del piano operativo triennale» così da evitare incertezze che hanno originato ricorsi al Tar e «un prolungarsi di una visione di instabilità». Dito puntato, insomm, contro «il ripetersi di provvedimenti di concessione in via temporanea». Quanto alle idee per il breve periodo, Caluri ricorda: 1) il completamento dei dragaggi; 2) ripristino della funzionalità delle banchine ancora non disponibili; 3) soluzione definitiva del problema delle porte vinciane.

Federico Barbera (Assimprese) elogia Gallanti per l’idea di città portuale: la trasformazione sarà tale che il porto avrà bisogno di nuove aree e darà spazi alla città: serve progettualità. Ma c’è da dare risposta anche all’ipotesi di collocare in porto spazi per insediamenti produttivi che giochino la competitività sulla disponibilità di banchina.

Simone Angella (Filt Cgil) vede all’attivo dell’amminiustrazione uscente sia il Prg che la gestione dell’articolo 17 (Alp) ma avrebbe voluto maggior coraggio nell’affrontare le questioni relative alla concorrenza interna al porto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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