Il Tirreno

Livorno

Aamps, arrivate le lettere di licenziamento ai due funzionari

Juna Goti
Aamps, arrivate le lettere di licenziamento ai due funzionari

Livorno, la settimana di Natale i due quadri della società dei rifiuti erano finiti al centro della riorganizzazione voluta dai vertici aziendali, sindacati in campo

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LIVORNO. La settimana di Natale i due quadri di Aamps finiti al centro della riorganizzazione voluta dai vertici aziendali hanno ricevuto la lettera di licenziamento. «Per il 5 gennaio - conferma Giovanni Golino (Fp Cgil) - è già stato fissato il tentativo di conciliazione previsto dalla legge alla Direzione territoriale del lavoro». I due dipendenti dell’azienda comunale che gestisce i rifiuti si sono rivolti ai loro legali, ma della questione si stanno occupando da vicino anche i sindacati. «Faremo tutto quello che è possibile per evitare che due lavoratori vengano espulsi dall’azienda», ripete Golino.

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«La nostra richiesta di aprire un tavolo di confronto sindacale in Aamps - chiosa il sindacalista - non è stata accettata, siamo stati costretti a proclamare di nuovo lo stato di agitazione. Abbiamo incontrato l’azienda il 23 dicembre e abbiamo chiesto di ritirare i licenziamenti, ma niente. Così lo stato di agitazione va avanti e a questo punto aspettiamo la convocazione del tavolo col prefetto».

Ascoltato in commissione poco prima di Natale, in un clima già caldo per la procedura di concordato, il presidente Federico Castelnuovo aveva confermato la volontà di fare due licenziamenti per «giustificato motivo oggettivo». «Per noi - ripete oggi Golino - resta in piedi la richiesta di ritirarli. Siamo convinti che siano ingiusti e che l’azienda si troverà a pagarne le conseguenze legali. Tra l’altro per le società partecipate il decreto Madia prevede che non vengano fatti licenziamenti o assunzioni e che i vertici verifichino prima se ci sono altre carenze di organico o esuberi nelle partecipate toscane». «Siamo sempre più convinti - conclude - che i referendum della Cgil sono importanti perché bisogna ristabilire l’articolo 18 per com’era».

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