Gioco
La telefonata di Natale a Guidi «Non ho insegnato a perdere»
LIVORNO. «Io non ti ho insegnato a perdere». È quel che Guglielmo ha detto a Gianluca Guidi per telefono la vigilia di Natale, quattro giorni prima di andarsene. “Cuca” Guidi oggi è l'allenatore...
LIVORNO. «Io non ti ho insegnato a perdere». È quel che Guglielmo ha detto a Gianluca Guidi per telefono la vigilia di Natale, quattro giorni prima di andarsene. “Cuca” Guidi oggi è l'allenatore delle Zebre, franchigia italiana che partecipa al Pro12 e che si è sentito rispondere con quelle parole quando a Guglielmo ha detto che ultimamente sta collezionando un po' di sconfitte. Livornese, il migliore allenatore italiano attualmente in circolazione è sbocciato proprio dalle mani di Prima, quando vestiva i panni di capitano e vice-allenatore del Livorno Rugby. E ieri non ha potuto fare a meno di recarsi alla camera ardente per l’ ultimo saluto a una persona che ha segnato la sua vita. «Quando se ne va uno così - dice - se ne va un pezzo di ognuno di noi; è stata una figura molto presente. C'è tanto di lui nella mia maniera di allenare, e prima ancora di giocare. Lo ringrazio perché ho condiviso con lui un pezzo di strada. È il nostro capobranco, con lui abbiamo vinto e colto promozioni insperate. Ho iniziato ad allenare con lui: quando mi lasciava la squadra sentivo la sua fiducia, ma gli spogliatoi di via dei Pensieri si ricordano anche le nostre litigate. È stato un grande allenatore, ha fatto bene ovunque e ha allenato anche la Nazionale, un privilegio riservato a pochi. Guglielmo aveva un rapporto franco e schietto con tutti; ha voluto sempre il bene del Rugby Livorno e lo ha anteposto anche a qualche sua mira di carriera. Ha fatto la storia del club e mi sento un privilegiato ad aver condiviso tanto con lui».
A Gianluca, fa eco Andrea De Rossi, altro grande della palla ovale italiana made in Livorno, o se vogliamo “made in Prima”: «Guglielmo non è stato solo un allenatore, ma anche un educatore, un consigliere, una persona speciale per il rugby a Livorno, con le sua modalità anche sopra le righe. Ci sono tanti ricordi e il suo ristorante è stato per me un rifugio in tutti i sensi».
Anche la Fir rilascia una nota in cui ricorda e omaggia «l’ex terza linea del Livorno Rugby”. Come tecnico aveva guidato il club labronico a tre promozione nella massima serie contribuendo a lanciare verso l'alto livello atleti come i fratelli Fabrizio e Fabio Gaetaniello, Marzio Innocenti, Gianluca Guidi e Andrea De Rossi. Tecnico dell'Italia U21 tra il 1999 e il 2000, aveva avuto in rosa tra gli altri Maurizio Zaffiri, Mauro Bergamasco, Fabio Ongaro e Salvatore Perugini. «La sua figura resta, soprattutto, inscindibilmente legata a I Cavalieri Prato, Club che aveva guidato per molte stagioni dalle serie minori all'Eccellenza. Alla famiglia di Guglielmo Prima - si legge - vanno le sentite condoglianze di tutta la FIR».
Cordoglio a cui si unisce il Livorno Rugby, con le parole del presidente Gianni Riccetti: «Sparisce un'icona del rugby a Livorno; sicuramente l'allenatore più rappresentativo di questa città. Guglielmo è stato operativo fino all'ultimo come consigliere tecnico della società». Che cosa lascia Guglielmo ai colori biancoverdi? «Soprattutto la grinta - risponde Riccetti. Sapeva tirare fuori il meglio da qualsiasi squadra». (d.s.)
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