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Influenza boom, al pronto soccorso record di richieste
LIVORNO. Sta raggiungendo livelli record – anzi, ancor più record del solito – l’afflusso di utenti al pronto soccorso dell’ospedale di viale Alfieri. A darne notizia è l’Asl segnalando che questo...
LIVORNO. Sta raggiungendo livelli record – anzi, ancor più record del solito – l’afflusso di utenti al pronto soccorso dell’ospedale di viale Alfieri. A darne notizia è l’Asl segnalando che questo suprplus di richieste piovute sulla struttura ospedaliera in questi giorni sta «causando rallentamenti nello svolgimento delle attività con conseguente allungamento dei tempi di attesa».
Per avere un ordine di grandezza, vale la pena di riferire quanto racconta Alessio Bertini, primario del Pronto Soccorso dell’ospedale labronico: nella giornata di mercoiledì, ad esempio, «abbiamo avuto oltre 220 accessi, ovvero un aumento di circa il 15 per cento rispetto alla media stagionale e anche adesso stiamo facendo registrare dati simili».
Queste cifre – tengono a sottolineare dal quartier generale livornese della maxi-Asl toscano-costiera – sono legate «soprattutto al verificarsi del picco influenzale che ha colpito gran parte della cittadinanza e in particolar modo gli anziani».
Secondo quanto mette in evidenza l’Asl, si tratta «per la maggior parte» di «situazioni non gravi che non portano ad un ricovero, ma che comunque – viene ribadito – impegnano tutto il personale del pronto soccorso che sta lavorando a pieno regime».
Ecco perché dall’Asl parte un invito rivolto a tutti i cittadini: «Utilizzate la nostra struttura solo quando effettivamente necessario e di rivolgersi negli altri casi a medici di base o pediatri».
«L'epidemia di influenza e le relative complicanze cui vanno soggette specialmente le persone anziane – dice Luca Carneglia, direttore dell'ospedale di Livorno – stanno impegnando duramente il personale del pronto soccorso che ringrazio degli sforzi assicurati in questi giorni di festa. Tutti i pazienti vengono visitati e assistiti sia dal punto di vista medico sia infermieristico, ma ciò non esclude la possibilità che ci siano attese che, comprensibilmente, costituiscono un disagio». Carneglia poi rincara: «Voglio comunque assicurare che tutti i reparti ospedalieri così come l'ospedale di comunità stanno collaborando per quanto di loro competenza senza alcuna riduzione del numero dei posti letto e del personale in servizio».
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