Toscana
Intrusione in Comune, trovate tre porte aperte: via all'indagine
Livorno, oltre alla chiave Yale inserita nell’ufficio del sindaco, sospetti su tre accessi tra la sala cerimonie e l’ufficio di Lemmetti. Chiesti i filmati delle telecamere
LIVORNO. Tre porte aperte nel cuore del Comune di Livorno: tra la sala giunta e la porta che dà sull’ufficio dell’assessore Gianni Lemmetti, tra la sala cerimonie e la sala giunta, tra l’ufficio del sindaco e la sala cerimonia, oltre a una vecchia chiave marca Yale inserita nella serratura della stanza dove lavora ogni giorno Filippo Nogarin e che dà accesso nell’ufficio di gabinetto. È dentro a questo inusuale paesaggio che gli investigatori stanno cercando di ricostruire la presunta intrusione all’interno del Palazzo del Municipio nella notte fra sabato 17 e domenica 18 dicembre.
L’indagine della polizia municipale è iniziata all’indomani della denuncia contro ignoti presentata dallo stesso primo cittadino per fare chiarezza su quanto avvenuto e tutelarsi da future grane. Il primo atto formale degli investigatori, nei giorni successivi, è stato quello di chiedere al responsabile della sicurezza del Municipio e al segretario generale del Comune i filmati che le telecamere di videosorveglianza dovrebbero aver registrato prima che l’assessore Andrea Morini - intorno a mezzanotte - lanciasse l’allarme vedendo la luce accesa nell’ufficio del sindaco.
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È quello che hanno accertato successivamente gli agenti che lascia diversi interrogativi che possono essere spiegati attraverso un ventaglio di possibiltà che vanno da una dimenticanza collettiva a un episodio sinistro. Perché da quello che emerge dagli atti, il misterioso ospite del Comune non avrebbe visitato solo l’ufficio del sindaco ma anche la sala giunta e potrebbe aver avuto accesso anche all’ufficio di gabinetto. A che cosa era interessato? Nella denuncia il sindaco ha spiegato come - almeno per il momento - non abbia riscontrato alcun ammanco dalla propria stanza. Possibile, ovviamente, che l’intruso non abbia portato via niente ma che abbia effettuato delle foto a documenti sensibili di interesse pubblico? «Certi atti - ha replicato il primo cittadino - li porto con me dentro a un trolley». L’altra possibilità è quella di aver piazzato cimici dentro all’ufficio. «Per il momento - spiega Nogarin - non intenzione di fare alcuna bonifica».
Raccontata così, tra l’altro, è anche difficile al momento ipotizzare un reato all’interno di questa vicenda: non ci sono segni di effrazione e non è stato rubato niente. In più da quello che hanno accertato gli inquirenti, pare che almeno le chiavi della sala giunta sarebbero a disposizione di tutti gli assessori, dei commessi e anche del personale addetto alle pulizie. Resta quella vecchia chiave inserita nell’ufficio del sindaco.
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