Il Tirreno

Livorno

Lanterne e lacrime alla Terrazza per ricordare Ilaria Carella - Il video

di Federico Lazzotti
Lanterne e lacrime alla Terrazza per ricordare Ilaria Carella - Il video

Livorno, gli amici della diciottenne scomparsa due anni fa in un incidente insieme ai familiari, il padre: «Grazie, così il nostro dolore si allevia»

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LIVORNO. In cielo sono volate lanterne colorate, ma a terra, purtroppo, sono rimaste le stesse, maledette lacrime. È stato un Natale dolce e doloroso quello trascorso da amici, compagne di squadre e parenti di Ilaria Carella, la giocatrice di basket con un sorriso da miss scomparsa ad appena 18 anni tra il 24 e il 25 dicembre del 2014 in una tragico incidente stradale mentre si trovava a Reggio Calabria per trascorrere le feste con tutta la famiglia.

«Visto quanti siamo? Sei nel cuore di tutti, ciao Stellina», recitava uno degli striscioni pieno di disegni e stelle appeso intorno al gazebo affacciato sul mare. «L’idea di ricordare mia figlia in questo modo - racconta il padre Eugenio - è nata lo scorso anno dalle amiche più strette. Quest’anno hanno voluto ripetere l’iniziativa e devo dire che è stata una bella emozione. Per mio figlio, mia moglie ed io - va avanti - sono giorni terribili. Ecco perché vogliamo ringraziare tutte le persone che ci sono state vicine».

Il lancio delle lanterne alla Terrazza non è stato l’unico momento di incontro nel nome di Ilaria. A settembre, infatti, si è giocato al PalaCosmelli il secondo torneo dedicato alla ragazzina. «Nell’ultimo anno le sue amiche - ricorda Eugenio - hanno raccolto un sacco di materiale su mia figlia: foto e filmati, in particolare e hanno montato un video che è stato proiettato sabato sera in Fortezza. Inutile dire che ci ha fatto molto piacere». Scrive l’amica Asya ricordando Ilaria e citando il pezzo uscito il giorno del funerale nella chiesa del Sacro Cuore.

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«Facciamo scendere tutte le lacrime che abbiamo, con gli occhi rossi cerchiamoci e proviamo ad abbracciarci per non sentire quel freddo maledetto che il dolore porta con sé fino a gelare l’anima più dell’inverno; malediciamolo il destino che si è portato via la principessa il giorno di Natale; aggrappiamoci ai ricordi: un canestro, una sfilata, un sorriso...infine stringiamo ancora più forte babbo Eugenio mamma Mirella e Davide. Facciamolo ogni giorno tutto questo in memoria di lei».

Parole prese alla lettera dagli amici. «Poi però - continua la lettera - se vogliamo restarle davvero vicini e non lasciar morire nemmeno il suo ricordo, c’è un solo modo per farlo: raccogliere la torcia che lei ha acceso e continuare a tenerla viva. Prendere da “Ila” l’ironia e la determinazione con la quale cercava di raggiungere i propri obiettivi, e la tenacia che aveva nel farlo nonostante quell’aria un po’ strana di chi sembra sempre che sia con la testa fra le nuvole. Manteniamo vivo il sorriso di Ilaria perché lei c’è .. E sorride sempre». L’appello finale è come una lanterna che resta accessa fino a quando non scompare oltre l’orizzonte: «Siatene convinti di questo perché se sono già due anni che nonostante il periodo, il freddo e il gelo a Natale non piove (anzi c’è il sole) un motivo ci sarà ...».

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