Il Tirreno

Livorno

Assalto di Natale alla carrozzeria, ladri in fuga su due auto - Le foto

di Federico Lazzotti
Assalto di Natale alla carrozzeria, ladri in fuga su due auto - Le foto

Livorno, è il nono furto fotocopia in cinque giorni, la banda è entrata da una finestra e ha usato una delle macchine come ariete: danni per 40mila euro alla struttura

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LIVORNO. L’assalto di Natale - il nono in cinque giorni con la medesima tecnica ai danni di altrettante attività commerciali - è iniziato alle 22,42 di domenica 25 dicembre ed è durato appena due minuti. Tanto è bastato alla bada composta da almeno tre persone per entrare nella carrozzeria Arrighi, in via degli Arrotini, salire a bordo di due auto parcheggiate nel capannone e poi fuggire distruggendo tutto quello che hanno trovato sulla propria strada: infissi, finestre, portone e cancello, causando danni per circa 40mila euro. «Quando è suonato l’allarme e il vigilante è arrivato davanti alla carrozzeria - spiega il proprietario - ha visto una macchina che si allontanava, probabilmente era la seconda che avevano rubato».

Ma per capire quale tecnica avessero usato i ladri per mettere a segno il colpo, è stato necessario guardare e riguardare le immagini delle telecamere a circuito chiuso installate lungo tutto il perimetro dell’attività. «La scena che ci siamo trovati di fronte quando siamo arrivati - racconta Massimo Arrighi - era assurda, sembrava di essere nel Far West: il cancello della carrozzeria in mezzo alla strada e il portone divelto come se ci fosse stata un’esplosione». Dai filmati, invece, è emersa una realtà molto più semplice, ma non certo meno inquietante. Due dei ladri, infatti, si sono introdotti dentro al capannone spaccando con un palo la finestra dell’ufficio che dà sul retro. Poi quando si sono trovati dentro alla carrozzeria hanno snobbato due auto d’epoca e si sono diretti su una Fiat Panda rossa che i proprietari mettono a disposizione dei clienti come mezzo di cortesia e una Lancia Musa di proprietà di Mauro Arrighi, fondatore dell’omonima carrozzeria.

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«Dalle immagini che abbiamo consegnato alla polizia - spiega il figlio del fondatore - si vede il ladro alla guida della Panda che si scaglia contro il portone una volta, poi una seconda, fino a quando non riesce a ricavare lo spazio necessario per passare». Poi, con la stessa tecnica dell’ariete è toccato al cancello che dà su via degli Arrotini, nella zona industriale, ad essere divelto. È così che la banda delle spaccate si è aperta la strada per rubare la seconda auto.

«Per fortuna la macchina di mio padre - spiega Massimo che gestisce l’azienda di famiglia - è stata ritrovata dalla polizia un’ora dopo in via degli Acquedotti». Il proprietario definisce «vigliacchi» gli autori del colpo descrive così l’amarezza per ciò che è successo: «Come può cambiare il proprio umore da un momento all'altro. Domenica sera hanno portato via dalla carrozzeria due auto entrando da una finestra, sfondando il portone e il cancello, arrecando danni non quantificabili. La Lancia Musa è stata ritrovata con ingenti danni, mentre in giro c’è sempre la Fiat Panda gemella di quella rimasta in garage che deve essere visibilmente danneggiata». Il timore degli inquirenti, infatti, è che la Panda rubata possa essere usata nelle prossime ore per mettere a segno altri colpi. Anche perché negli ultimi giorni con la tecnica della spaccata sono stati messi a segno otto furti.

Tra mercoledì 21 e giovedì 22 sono stati colpiti un bar, un ristorante, un tabaccaio, un negozio di biancheria, uno di articoli tecnologici e una filiale di Acqua e sapone. Attività sparse un po’ in tutta la città, da Coteto a Porta a Terra fino a Stagno, passando per viale Carducci e il centro, area Cisternone-piazza Garibaldi. Poi la notte successiva è stata la volta di altre due attività: l’edicola di Francesco Simonti e di sua madre Rita Boni, e l’emporio solidale dell’associazione Itanica (Italia Nicaragua), presieduta da Mauro Rubichi. Due negozi che si trovano in via Monnet alla Scopaia.

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