Italia
Preghiera laica per il Natale
Il commento e gli auguri natalizi del direttore de Il Tirreno, Luigi Vicinanza
Il sorriso dolcissimo di Femu, l'allegria contagiosa di Lorenzo, il velo sgargiante di Fatima. Ti si scioglie il cuore a guardarli. Giocano, ballano, ridono insieme a tanti altri bimbi, età dai 2 ai 13 anni. Sono di Pontedera e dintorni, ma dai loro volti e dai loro nomi capisci che almeno la metà ha storie familiari a noi lontane: dall'Est europeo, dal Maghreb, dall'Africa nera. Tuttavia semplicemente figli di una Toscana che ha saputo accoglierli con generosità, senza nascondersi la complessità che c'è dietro il fenomeno delle migrazioni.
Voglio parlare oggi di un piccolo grande evento organizzato dal nostro giornale, mercoledì scorso, proprio a Pontedera, lì dove le radici del "Tirreno" sono ben salde da anni. La nostra redazione, grazie al cuore d'oro di centinaia di lettori, ha organizzato la classica Befana consegnando doni a Femu, Lorenzo, Fatima, Viktor e tanti tanti altri bambini. Un arcobaleno di felicità, una vivacità contagiosa. Guardati e guidati da una gigantesca stella cometa. Eppure proprio un riuscito e festoso incontro prenatalizio ci porta a interrogarci: le nostre comunità hanno gli strumenti culturali e - cosa non da poco - la tranquillità economica necessarie per affrontare i cambiamenti epocali cui è sottoposta la struttura sociale delle città e dei paesi?
Chi cerca fortuna o asilo in Italia non può stupirsi della sovrabbondanza di chiese così ricche d'arte. Né può risentirsi se nelle scuole compare un presepiuccio o un più consumistico albero di Natale. Anche se in verità il più delle volte a farsi scrupoli siamo proprio noi, confusi nell'approccio con l'Islam. Odiosamente arroganti o inutilmente timidi verso culture che non ci sforziamo di conoscere e approfondire. Siamo spaventati dal senso del sacro. Siamo spaventati da quei musulmani, anche i più moderati, che provano ancora timore e tremore di fronte alla religione. Reagiamo male.
Non sappiamo difendere la nostra laicità, figlia di un percorso accidentato e forse mai concluso. Né conserviamo adeguata memoria delle nostre tradizioni cristiano-giudaiche che andrebbero difese proprio in nome di una piena e totale laicità. Va detto con forza, senza ipocrisie, nel giorno in cui il terrorista che ha seminato morte a Berlino ha invocato invano il suo dio, un dio che sicuramente non gioisce per la sofferenza altrui. Una strumentalizzazione orrenda della religione musulmana. Cantavano i bimbi di Pontedera: il dono più bello che c'è, è stare insieme a te. La loro semplicità è un dono che condivido con voi, in questo speciale sabato, vigilia del Natale. Quasi una preghiera laica. A chi ha il dono della fede e a chi esercita il laico dubbio, dunque, auguri auguri auguri. E buona domenica.
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