Gioco
palazzo civico» l’incontro di fine anno
LIVORNO. «Abbiamo preso una decisione: ridisegnare Livorno partendo dalle piazze, dal lungomare, dal Pentagono del Buontalenti e dall’asse che dalla stazione conduce al porto». Nel mezzo del cammin...
LIVORNO. «Abbiamo preso una decisione: ridisegnare Livorno partendo dalle piazze, dal lungomare, dal Pentagono del Buontalenti e dall’asse che dalla stazione conduce al porto». Nel mezzo del cammin di nostra legislatura, il sindaco Filippo Nogarin sceglie il brindisi di fine anno per tratteggiare la visione Cinquestelle della Livorno del futuro, con la “riconversione” in città turistica e ricettiva, quasi manda un pensione il passato manifatturiero-industriale (con un unico forte appello relativo ai bacini) e vede in questo nuovo identikit del modello di sviluppo della città le ultime opportunità di rilancio.
L’ossatura, la spina dorsale di questa riconversione è il piano triennale dei lavori pubblici, con una dote di 88 milioni di euro annunciati (46 solo per il 2017), ma solo in piccola parte derivanti da risorse proprie. Quanto all’azione di governo, la spinta sull’acceleratore per Nogarin è la nuova macrostruttura di Palazzo Civico (in cui ci sarà un dirigente che si occuperà anche dei grandi eventi): verrà attivata da marzo, pensata proprio per dare nuovo slancio amministrativo.
Il 2017, ha annunciato il sindaco, dopo una prima fase di insediamento e assestamento, una seconda di rottura con il passato, è l’anno spartiacque, quello della maturazione completa («siamo il primo Comune ad aver approvato il bilancio di previsione»): da qui in poi per Nogarin si raccoglieranno i frutti degli sforzi e sacrifici fatti, per avere nuovi e migliori servizi per i cittadini.
Seduto in un impeccabile completo scuro accanto alla vicesindaca Stella Sorgente, e alla sua destra, tirati a lucido, gli assessori al completo, Nogarin ha declinato l’inversione di rotta sottolineando di aver puntato la prua della nave in direzione di un maggior decoro con l’obiettivo dichiarato di concludere la legislatura, lasciando una Livorno migliore rispetto a quella trovata nel giugno del 2014.
L’ha fatto nella sala delle cerimonie di Palazzo Civico nel solito incontro prenatalizio degli auguri: sarà cambiato radicalmente il colore della giunta ma non cambiano i canonici tre quarti d’ora di ritardo (per un assessore bloccato nel traffico) e neppure la “messa cantata” del lunghissimo monologo-resoconto del sindaco (46 minuti e spiccioli, però in passato erano stati anche il doppio). Cambia semmai il lato della scenografia: stavolta il dipinto seicentesco alle spalle non è quello del fiammingo Justus Sustermans ma il napoletano Luca Giordano. Cambia un po’ anche la formula: l’accento non è più su quel che è stato fatto bensì su quel che la giunta municipale ha intenzione di fare.
Chissà se lo fa perché ritiene di aver poco nel carniere da mostrare o se intende dare una “visione”, un orizzonte, una bussola. Fatto sta che ha ragione quando imputa alle precedenti giunte Pd-Ds di esser state assai timide nella lotta all’utilizzo improprio delle case popolari o nella mancata razionalizzazione delle ex municipalizzate (in testa Aamps). Però, facendosi prendere un po’ la mano dalla foga della propaganda, trasforma l’indebitamento funzionale delle aziende come un mostro di per sé. E, citando Spil, si dimentica di annunciare la decisione del consiglio d’amministrazione dell’azienda (al 61,4% del Comune) di chiedere il concordato preventivo, un po’ sul tipo di Aamps.
LE PEDONALIZZAZIONI
«Abbiamo deciso di puntare su alcune pedonalizzazioni strategiche – scandisce – studiate per valorizzare al meglio i monumenti. A partire dal Cisternone, per arrivare fino alle Terme del Corallo». È una scommessa sulla città, insomma: «messa nelle giuste condizioni, pensiamo che Livorno abbia le carte in regola per diventare una città davvero in grado di conquistare i turisti».
Nella visione il sindaco batte il tasto delle piazze, dei Fossi e degli angoli della città da riscoprire e rilanciare per la loro magia unica, e che «saranno la fonte di attrazione di un “turismo esperienziale” che vogliamo fortissimamente promuovere».
Come? Mediante “piani di ambito” che restituiscano un’immagimne gradevole alla città, ad esempio coordinando i dehors, come racconta l’assessore Paola Baldari. Non solo: il suo collega Alessandro Aurigi parla dei 350mila euro destinati alla riqualificazione della facciata di Villa Mimbelli.
Nogarin parla del nuovo look di piazza Venti Settembre («non è più un non-luogo») e ascolta chi gli segnala che dal lato di via Mentana c’è una sfilza di cassonetti-discarica, ma il terzo tassello simbolcio del puzzle è la trasformazione di piazza Garibaldi da polo di degrado a “salotto”. Via le auto, largo a punti vendita di street food e enogastronomia per caratterizzare la zona: parola di sindaco. Comunque, il suo predecessore Gianfranco Lamberti l’aveva battuto quanto a fantasia: quello spazio l’aveva chiamato «la nostra piccola Montmartre».
IL DEBITO TOSSICO DI LIRI
Torniamo a mettere sotto i riflettori le Partecipazioni Municipali. Sono passati due anni e mezzo dal suo insediamento ma il j’accuse di Nogarin torna a colpire duramente le passate amministrazioni: in eredità «bilanci apparentemente sani» ma che hanno scaricato i guai sulle società partecipate. Menzione speciale per la Liri: nel mirino del sindaco pentastellato è «un mutuo sottoscritto il 31 dicembre di molti anni fa con un derivato tossico occulto da svariati milioni di euro, più di 50».
Il sindaco ribadisce che «avremmo potuto fare anche noi come chi ci ha preceduto». Tradotto: «spazzare la polvere sotto il tappeto e lasciare che tutto andasse avanti per inerzia». E invece no: «siamo qui – tiene a sottolineare – per risolvere problemi che da troppi anni erano stati ignorati ad arte», lo dice rivendicando la scelta concordataria e i numeri certificati dal tribunale che dimostrano come il risanamento dell’Aamps sia cominciato.
LOTTA AI FURBETTI
Coadiuvato da una serie di slide, il sindaco affronta il tema (caldo) delle case popolari e del ripristino degli alloggi (64 ripristinati, 14 in corso di ripristino, 8 in progettazione e 9 in gara). Insiste sulla lotta ai “furbetti” e ai morosi chiesta a Casalp: attivate 600 ingiunzioni fiscali (per 6 milioni) con un recupero di 2,4 milioni pari al 50% in più della media. Una lotta per una Livorno più giusta e più equa, con l’offerta dei servizi da rimodulare e riorganizzare sulla base dei bisogni reali: è finita – dice – l’era in cui chi entrava nell’assistenza sociale aveva la casa popolare, il sostegno economico, lo sconto sulle tariffe comunali...
PROMESSA: TASSE GIU'
In testa alla top ten delle promesse c’è l’annuncio dell’abbassamento delle imposte dal prossimo anno. Anzi qulcosa di più: «Intendiamo abbassare le tasse a partire dalla tariffa dei rifiuti che comincerà a scendere già dal 2017 e entro il 2021 sarà la più bassa della Toscana». A fianco alla diminuzione della pressione fiscale, sarà anche lotta agli sprechi e alle spese inutili, con un controllo ancora più attendo richiesto agli assessori su ogni singola voce per spendere meglio il denaro a disposizione del Comune.
CONTRASSEGNI: MEA CULPA
Il rammarico del sindaco parte dalla viabilità («siamo molto indietro») e rimette in pista l’idea di potenziare la mobilità dolce e l’uso dei mezzi pubblici a scapito di quelli privati, e di estendere le zone 30 incrementando il numero di km di piste ciclabili.
Ma sul nuovo sistema della sosta che Nogarin recita un mea culpa: «La partita è gestita malissimo». E poi: «Non è stato aperto il confronto con la città per raccontare in che direzione volevamo andare». Infine: «Abbiamo fatto gravi errori di comunicazione nello spiegare modalità e procedure». Dietrofront? No, anzi «resta un progetto in cui noi crediamo». Di più: entrerà a regime nei prossimi 4-5 mesi.
Prima, probabilmente a gennaio, arriverà l’incarico per mettere nero su bianco il nuovo piano della mobilità: segnerà il 2017.
Ma il prossimo anno sarà anche quello del nuovo Piano strutturale: l’affidamento allo studio Gregotti l’aveva già fatto la giunta Cosimi all’inizio dell’estate di quattro anni fa, e ancora non se ne conoscono le scelte-chiave. Non saltano fuori neanche nella conferenza degli auguri né dal sindaco né dall’assessore Alessandro Aurigi. Tutt’al più un riferimento-base: «Niente consumo di suolo in più», dicono entrambi. Significa anche zero volumi in più? «No, evitiamo di fare gli integralisti di “cemento zero”», dice Nogarin. A fine incontro, spiegherà: nessuna espansione del perimetro della città, semmai si tratta di abbattere e riedificare oppure di destinare a nuovi usi questo o quell’isolato. Il cronista: dove? Nogarin: «Lo dirò a tempo debito, non ora». Con una idea riassumobile con una definizione un po’ così: «Densificheremo la città».
«ESSELUNGA? A GIUGNO»
E l’arrivo di Esselunga che era stato al centro dell’analoga conferenza di fine anno due anni fa? Ora silenzio. Non resta che chiederlo all’assessore Aurigi a incontro finito: nega che la morte di Bernardo Caprotti, padre-patriarca della grande catena, abbia creato contraccolpi allo sbarco a Livorno. A fine estate si era parlato di marzo come possibile via ai lavori. Aurigi: «L’iter va avanti, firmeremo la convenzione». E la variante urbanistica? «L’iter è in corso». A quando i lavori? «Forse prima dell’estate, almeno credo».
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