Il Tirreno

Livorno

Toscana economia

Le vittime di Etruria: «Solo noi abbandonati»

di Ilaria Bonuccelli
Le vittime di Etruria: «Solo noi abbandonati»

Manifestazione a Arezzo dei risparmiatori “gabbati” delle quattro bad bank Anche tra i sindaci e nel Pd c’è maretta. Il governatore Rossi critico replica a Marra

5 MINUTI DI LETTURA





AREZZO. «Con il nostro decreto si è voluta evitare una palude come la vostra. Ma questo punto fate bene ad arrabbiarvi: è schifosa la disparità di trattamento fra voi e noi». Il messaggio nella notte. Uno dei tanti. Enzo scrive a Letizia Giorgianni, presidente dell’associazione Vittime del Salvabanche. Non è un risparmiatore di Banca Etruria. È un cliente di Mps. Ha saputo che i suoi risparmi sono salvi. Il governo li ha messi al riparo. Ma non è contento. Non del tutto. Capisce la frustrazione dei risparmiatori che chiedono i rimborsi dei titoli azzerati dal decreto Salvabanche. Oggi, vigilia di Natale, la lotta è ripresa. Più che mai. Il decreto “salva Mps”, porta i risparmiatori di Etruria, Cariferrara, Carichieti e banca ad Arezzo. Si sono dati appuntamento alle 10 in punto, davanti alla sede centrale di Banca Etruria. Una manifestazione non autorizzata. La più infuocata.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.14617374:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2016/12/24/fotogalleria/le-vittime-di-banca-etruria-protestano-ad-arezzo-1.14617374]]

BEFFATI E ARRABBIATI. Non può essere altrimenti. Non è solo perché dei 135mila risparmiatori, solo 2mila sono stati rimborsati, ricorda Letizia Giorgianni. È la «beffa che brucia. La beffa e l’umiliazione», dice Letizia Giorgianni. Dopo una notte passata a rispondere ai messaggi si arrende alle pressioni: va bene, vediamoci tutti ad Arezzo. Stamani arriveranno risparmiatori da mezza Italia, con tutti i mezzi possibili: treno, auto. Non ci saranno i pullman organizzati perché non c’è stato tempo. Ma da Ferrara, Chieti, Perugia si muoveranno. Dall’Empolese il gruppo già ieri mattina aveva pronte le auto.

DISPARITÀ COSTITUZIONALE. Il tam tam sul web è assordante. «Cara Letizia - scrive un risparmiatore - spiegami perché questa differenza morale e costituzionale fra un risparmiatore Mps e uno di Banca Etruria: il primo azzerato perché considerato unospeculatore, il secondo non subisce danno economico perché considerato persona male informata sui rischi». Eccolo qui il punto: stessi cittadini, differente trattamento. Non lo dicono solo i correntisti. Lo dicono anche i politici.

DUE PESI E DUE MISURE. Per la prima volta si espone il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli. Sarà forse che è di centrodestra, non esita a dare una strizzata al governo di centrosinistra, insieme a Stefano Mugnai, capogruppo di Fi in Regione: «È una vergogna perché sono stati usati due pesi e due misure. Un anno dopo il decreto che ha azzerato 4 banche tra cui Banca Etruria rendendo carta straccia subordinate e azioni, il governo vara un provvedimento da 20 miliardi che consente il salvataggio di Mps». Ma il sindaco di Siena, Bruno Valentini, è di centrosinistra, e la pensa come lui: «Ha proprio ragione».

Una dichiarazione che potrebbe suscitare un vespaio nel Pd dove le acque sono agitate. Soprattutto in Regione. Ad affondare il primo colpo è il governatore Enrico Rossi che denuncia il ritardo con cui il governo è intervenuto a salvare Mps. È una querelle a distanza (ma non troppo) con il capogruppo in Regione del Pd, Leonardo Marras che ribadisce la giusta scelta del governo Renzi di cercare una scelta prima sul mercato per salvare Mps. Si tratta di un dissapore che anticipa la guerra congressuale per l’elezione del segretario nazionale del Pd: Rossi da una parte e Renzi (con il gruppo consiliare della Regione) dall’altra.

BANCA GRANDE E BANCA PICCOLA. Nel mezzo, però, resta la gente. Che stamani, al di là delle beghe del Pd, sarà ad Arezzo a reclamare i propri soldi. «Non ci convince la spiegazione che Mps si doveva salvare perché è grande, mentre Etruria e le altre no perché piccole. Che Mps era troppo grande per fallire e quindi sono stati trovati i soldi per salvare i suoi risparmiatori - attacca Letizia Giorgianni - vallo a spiegare ai risparmiatori delle banche piccole che si sono trovati con la carta straccia in mano perché hanno creduto ai direttori dei propri istituti e hanno acquistato obbligazioni subordinate».

RISPARMIATORI DEFRAUDATI. Eppure - conferma Gianfranco Antognoli, ex direttore di Mps factoring and leasing, banca del gruppo - «è proprio così. Mps non è fallita perché banca di sistema con 5 milioni di clienti, 40mila azionisti subordinati e 24mila dipendenti. Stiamo parlando della banca che ha prestato i soldi a Berlusconi per costruire Milano 2. Non è lo stesso per Etruria. Quindi, in quel caso si è salvato l’istituto, ma non i risparmiatori». E infatti - denuncia Antognoli - gli obbligazionisti subordinati di Etruria (e delle altre banche) sono stati «defraudati perché hanno acquistato titoli che sono stati dati per sicuri e non lo erano. Ora possono cercare di ottenere giustizia in sede penale, civile e amministrativa, ma intanto hanno i risparmi azzerati. Il loro disastro, comunque, è servito di esempio: con il nuovo decreto, il governo ha tutelato il risparmio». Anche per il timore di essere travolto da contenziosi sul “risparmio tradito”. A maggior ragione - evidenzia Antognoli - ora Mps deve «impegnarsi, come è successo all’estero con altre banche sostenute dai governi, per tornare produttiva e attirare di nuovo investitori privati che acquistino le sue azioni, in modo da restituire il prestito allo Stato. Per fare questo, occorre però, che siano mandati via, licenziati i dipendenti che hanno contribuito ad affossare la banca con la loro inoperosità».

TETTI PER GLI STIPENDI. Il governatore Rossi rincara la dose chiedendo al governo di mettere un tetto ai nuovi vertici di Mps che nominerà come azionista di maggioranza, alla pari di quello imposto ai propri dirigenti. Ma il tetto non consola i rispamiatori Etruria. Infuriati per essere stati trattati come cittadini di serie B. E per essere costretti a pagare i debiti altrui. «Noi faremo un regalo di Natale anche agli obbligazionisti subordinati di Mps: dopo il nostro azzeramento, il risanamento di un’altra banca». Ma oggi ad Arezzo promettono la riscossa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web