Il Tirreno

Livorno

«Sulla sanità tante parole e nessun fatto»

«Sulla sanità tante parole e nessun fatto»

Cgil, Cisl e Uil critici con Nogarin, Saccardi e De Lauretis: tutto fermo per l’ospedale, solo fra 3 anni la prima casa della salute

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LIVORNO. «Per la città e per i cittadini del territorio pretendiamo una sanità efficiente e strutture adeguate, ma le istituzioni sembrano aver abbandonato Livorno». Così Cgil, Cisl e Uil commentano la seduta aperta del consiglio comunale sulla sanità dove - ricordiamolo - non è stato neanche votato l'atto di indirizzo proposto dal sindaco. Una situazione di stallo che preoccupa parecchio i sindacati.

«E' stata scritta una brutta pagina della città - proseguono i sindacati confederali del territorio - buone intenzioni solo a parole che non si traducono in progetti, tanto meno in atti concreti». Alle problematiche poste dai rappresentanti sindacali, si lamentano le tre sigle, non è stata data alcuna risposta. «Da parte nostra chiediamo che la risposta al bisogno di salute arrivi attraverso strutture adeguate e l'attivazione di percorsi di vicinanza alla cittadinanza - sottolineano i confederali - ma né il sindaco , né l'assessore regionale erano presenti alla discussione, senza contare che non è un consiglio comunale aperto il luogo dove discutere della progettualità inerente le politiche sanitarie».

All'assenza di Filippo Nogarin e Stefania Saccardi su un tema fondamentale come la salute, si aggiunge l'intervento della dottoressa Maria Teresa De Lauretis, che i sindacati hanno considerato quantomeno laconico. «La relazione della direttrice De Lauretis era tesa a rappresentare una situazione positiva - illustrano i sindacati - ma analizzando i contenuti si può evincere che non va tutto bene: la prima casa della salute a Livorno vedrà la luce forse tra 3 anni e sul presidio ospedaliero di viale Alfieri non è stata detta una parola, come se il problema non esistesse».

Il destino di viale Alfieri e il progetto di ristrutturazione, invece, restano problemi centrali per il futuro del servizio sanitario. «Se per i lavoratori della ex Asl 6 sono stati fatti dei passi avanti con la firma dell'integrativo - spiegano Cgil, Cisl e Uil - superando le penalizzazioni che i lavoratori della sanità labronica avevano subito, ora è il momento di dare risposte concrete all'utenza, oggi che anche coloro i quali erano più vicini alle posizioni dell'amministrazione sulla "vicenda ospedale", si sono resi conto che quella di viale Alfieri non è una struttura dignitosa per ricevere l'utenza e che se questa ristrutturazione deve arrivare, è bene che arrivi al più presto».

I sindacati confederali del territorio chiedono l'attivazione di un tavolo permanente che diventi luogo di confronto e progettualità.

«E' necessaria una discussione continuativa in merito alle politiche sanitarie del territorio - concludono- che da troppo tempo manca, alla quale, però, devono partecipare attivamente, oltre le parti sociali e l'Azienda Usl Nordovest, anche le Istituzioni tutte, aldilà degli steccati politici perché il bisogno di salute è un'esigenza primaria e universale».

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di Redazione web