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Succo di fragola, il blog di Elisa Voliani e la sua battaglia contro il male della figlia
Livorno, la mamma-coraggio racconta agli studenti dell'Iti l'importanza della donazione: ragazzi donate, le trasfusioni sono necessarie per affrontare la chemio
LIVORNO. Chissà quante volte si è chiesta “perché proprio a me, a noi”. Poi le domande devono necessariamente lasciare spazio alla grinta, alla voglia di lottare e di chiedersi “come posso fare per”. Lei è, innanzitutto una mamma coraggio. Elisa Voliani, 28 anni, è la blogger livornese "SuccodiFragola": sul suo gruppo social da mesi racconta, giorno dopo giorno, col sorriso e una forza indescrivibile, la malattia della figlia di appena 3 anni che dal giugno 2016 sta lottando con una leucemia linfoblastica acuta e necessita continuamente di trasfusioni (da lì, il nome della pagina Facebook, "SuccodiFragola" - nomignolo scherzoso con cui in famiglia chiamano in gergo la sacca di sangue). Succo di fragola. Succo di speranza: Elisa racconta la sua esperienza davanti ad una foltissima platea di studenti, all’ Iti. L’obiettivo è sensibilizzare tutti alla donazione. Perché “Succo di fragola” è vita.
Elisa torna nella sua vecchia scuola (si è diplomata in chimica), lavora come commessa e ha aperto, d'istinto, una pagina Facebook arrivata in pochi mesi intorno ai 12mila "like", per informare tutti - con schiettezza e quel tocco lieve che solo una mamma può dare - dell'importanza del gesto di donare sangue, plasma e piastrine perché, dice Elisa: «la vita di mia figlia (e di tutti i malati nel mondo) dipende anche dalla disponibilità continua di sangue».
La trasfusione, infatti, funziona come un carburante e permette agli ammalati di arrivare in forze al momento della chemioterapia. «Quando mia figlia viene trasfusa m- racconta Elisa, commuovendo gli studenti - immediatamente torna se stessa: non è più stanca o nervosa, diventa piena di vita, allegra, torna quella che è davvero e che dovrebbe essere». Ad accompagnare all'Itis "SuccodiFragola" c'era il vice presidente di Avis comunale Livorno Claudio Marmugi. «I social amplificano amplificano i messaggi delle associazioni sia nel bene che nel male: metto in guardia i ragazzi dalle bufale che circolano su Whatsapp e su Facebook (le cosiddette "catene")», dice Marmugi.
Quello dei social è stato il tema "parallelo" della mattinata. Pure il più spinoso. «Per il mio lavoro sulla pagina ho ricevuto tanti apprezzamenti e anche molte critiche - spiega "SuccodiFragola" - qualcuno ha scritto cose terribili, che ero in cerca di visibilità. Ma io ne avrei fatto anche a meno della malattia. Solo che è capitata. E invece di starmi a dannare, 'perché a noi? Perché a mia figlia?' ho agito come mi è venuto. La vita di mia figlia dipende dal "succo di fragola". E' necessario per arrivare ai corretti "valori" per affrontare la chemioterapia. Voi al posto mio cosa avreste fatto?».
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