Gioco
Provinciali in sella altri 3 mesi Ora spunta il rebus del comitato
Alla proroga l’ok anche del delegato di Nogarin, protagonista di un duro scontro col segretario generale Il nuovo presidente Corsini è solo designato, al “parlamentino” finora nessuno pensa ma ha regole rigide
LIVORNO. A meno di 24 ore di distanza dalla designazione di Stefano Corsini come futuro presidente dell’Authority Livorno-Piombino, ecco che arriva la proroga dell’incarico al segretario uscente di Palazzo Rosciano, Massimo Provinciali. Solo apparentemente in contraddizione con l’annuncio del giorno precedente da parte del ministro Graziano Delrio: finora Corsini è semplicemente una designazione, non c’è ancora l’ufficializzazione dell’intesa da parte del presidente della Regione Enrico Rossi e dunque siamo all’inizio dell’iter.
Sorpresa: il voto è stato unanime. Compreso l’assessore Alessandro Aurigi in rappresentanza del sindaco Filippo Nogarin, che pure a ottobre era stato protagonista con Provinciali di un durissimo scontro: era stato Nogarin a chiamare in causa l’Autorità anti-corruzione dell’ex pm Raffaele Cantone perché stoppasse il doppio incarico a Provinciali (all’Authority e alla Porto 2000), era stato Provinciali ad accusare il sindaco di essersi voluto vendicare perché a Palazzo Rosciano non era stato promosso un suo amico.
Stavolta niente scontri, tutto ok. Già, perché in realtà era solo una proroga tecnica per dar modo al presidente subentrante di avere il tempo di scegliersi un proprio segretario generale. L’incarico è fino a fine marzo o comunque fino alla nomina di un nuovo segretario generale.
Del resto, il completamento dell’iter di nomina del presidente porterà via un mese o forse anche un paio, visto che il governo è alle prese col toto-nomine di poltroncine da viceministro e strapuntini da sottosegretario (ed è alle porte il break delle attività da qui alla Befana).
Ma c’è anche un altro problema. Probabilmente non si è capito che nei nuovi comitati portuali – anzi “di gestione”, secondo la nuova definizione – in rappresentanza dei Comuni non andranno più sindaci o assessori come in passato. Ci vogliono rappresentanti formalmente nominati e devono avere gli stessi requisiti di comprovata competenza specifica richiesti per un presidente. Ma quanti sindaci e quanti assessori li hanno? Quasi nessuno. Non solo: l’incarico offre solo prestigio, il compenso è tutt’al più un “gettone” minimo. E c’è un diktat del ministero che impone di pescare fra chi ha meno di 65 anni (eppure Savona vuole in tutti i modi il suo ex presidente del porto, 67 anni).
Cosa c’entra tutto questo? C’entra, eccome se c’entra. Per il presidente della nuova Authority almeno un nome c’è, il comitato di gestione invece è proprio un Ufo. E quella del segretario generale è una nomina che il futuro presidente dovrà far passare all’approvazione del comitato. Ovvio dunque che per avere il numero due di Palazzo Rosciano – cioè il successore di Massimo Provinciali – il comitato di gestione debba esistere.
Le nomine spettano: una alla Regione, una al Comune di Livorno, una al municipio di Piombino (in quanto ex sede di Authority accorpata), una all’autorità marittima (cioè alla Capitaneria). Sta di fatto che lunedì, di fronte alla domanda del cronista su questa nomina, il governatore Rossi si è limitato a dire che «ci penserò». Analogo interrogativo rivolto al Comune di Livorno non ha avuto sorte migliore: niente papabili e, a domanda precisa, nemmeno un primo giro di scouting per capire su chi puntare. A quanto risulta, idem a Piombino.
Da Palazzo Rosciano si sottolinea che alla base della decisione del “parlamentino” c’è un aspetto tecnico-procedurale: la fiducia al numero due dell’istituzione portuale deriva dall’esigenza di garantire prima di tutto la «continuità del funzionamento tecnico-amministrativo dell'ente». Del resto, stiamo parlando di una interminabile fase di passaggio fra due identikit di Autorità portuali, talmente anomala che è scaduta anche l’ultima proroga dell’incarico a Gallanti ma, così come altrove, ormai si va avanti in attesa che una nuova leva di alti funzionari pubblici si metta in sella a Authority che rischiano di vedersi trasformate in una sorta di uffici decentrati tipo Agenzia delle Entrate.
«Ringrazio per la conferma della fiducia», detta Provinciali: «Dopo due anni di commissariamento Gallanti e un anno e passa di rinnovo del mio incarico, – tiene a sottolineare – ci siamo abituati a vivere in situazioni di straordinaria ordinarietà. Con la designazione del nuovo presidente potremo presto voltare pagina».
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