Gioco
Uova in aula contro la prof «Faremo più vigilanza»
L’episodio al Niccolini Palli, nella sede di via Maggi, durante un compito in classe Un ragazzo è entrato a scuola, ha colpito e poi è scappato. Presentata una denuncia
LIVORNO. «Intensificheremo la vigilanza, saremo più attenti nel momento dell’ingresso a scuola e soprattutto parleremo con i ragazzi per tranquillizzarli. Sì, è stata una goliardata, ma queste cose a scuola non devono succedere». Ha le idee chiarissime la professoressa Maria Antonietta Monaco, docente di storia e filosofia, referente del liceo classico, dove svolge anche il ruolo di responsabile dei progetti inerenti la comunicazione. È lei a farsi portavoce dell’indignazione della scuola Niccolini Palli, all’indomani dal lancio di uova in classe avvenuto sabato mattina. E promette più attenzione. L’insegnante presa di mira, dal canto suo, s’è detta sorpresa dal gesto e non sa darsi una spiegazione. Ma la sua preoccupazione è stata subito rivolta ai ragazzi, sconvolti per l’accaduto.
L’altra mattina, infatti, un giovane si è infilato nella sede del Niccolini Palli in via Maggi e, col volto semicoperto, ha lanciato delle uova contro una professoressa, forse per “ripicca” contro un brutto voto dato a un suo amico o forse memore di una bocciatura o di un richiamo non gradito. Poi è scappato senza lasciare traccia. Un episodio su cui sta indagando la polizia: dall’istituto infatti è partita una denuncia. Protagonista un ragazzo, che per ora non ha un nome e un volto e che probabilmente è estraneo alla scuola.
Sono circa le 8.30 quando il giovane entra nell’aula, di una classe seconda, dove si sta svolgendo un compito scritto. Quando apre la porta, tutti gli studenti hanno il volto chino sul foglio, concentrati sulla prova. La prof è in cattedra e in un primo momento pensa che si tratti di un ritardatario. Ma non fa in tempo a maturare questa riflessione che si ritrova un paio di uova addosso. Nell’incredulità generale, il giovane - sciarpa e cappellino gli camuffano in parte il viso - colpisce e poi scappa, riuscendo a uscire dall’istituto senza essere bloccato. Nessuno lo riconosce e probabilmente non è uno studente della scuola. Nell’aula intanto si scatena un putiferio: l’insegnante, sbalordita, cerca di riportare la calma mentre i ragazzi, stupiti, si domandano chi e cosa ci sia dietro quel gesto.
In pochi minuti, la voce si sparge nella sede di via Maggi - dove ci sono gli indirizzi musicale ed economico/sociale - e la dirigente chiama la polizia. Sul posto accorrono gli agenti delle volanti che fanno un sopralluogo sia nella scuola sia nella zona intorno. Ma del giovane non c’è traccia. Cominciano quindi a rincorrersi le possibili spiegazioni sul gesto. Secondo gli agenti, si tratta di una pesante goliardata. Qualcuno potrebbe aver, per così dire, ingaggiato un amico più grande per “vendicarsi” di un voto negativo. Ma lo scopo poteva anche essere interrompere il compito scritto, prova forse temuta. Una cosa sembra certa: il ragazzo è entrato nell’istituto all’ora dell’ingresso, quindi alle 8. È dunque rimasto per una mezzora nascosto nel bagno per poi uscire allo scoperto, a compito iniziato. Resta, in ogni caso, lo sgomento rispetto a un gesto da condannare, come sottolineano dallo stesso Niccolini Palli.
«C’è sorpresa rispetto a questo episodio, un atto contro la scuola che ci ferisce - dice la professoressa Monaco - soprattutto perché noi impieghiamo la maggior parte del nostro tempo proprio nell’educare i ragazzi alla civiltà, al rispetto e alla soluzione pacifica degli eventuali conflitti. Tutti i giorni facciamo iniziative sulla legalità.
Siamo comunque convinti che si tratti di un gesto isolato e su questo vogliamo rassicurare sia i ragazzi sia le famiglie. Siamo anche convinti che l’ipotesi della polizia, che si tratti di una bravata che riguarda il mondo dei ragazzi, sia la più credibile. Escludiamo che dietro possa esserci altro».
La professoressa mette anche in evidenza il fatto che al Niccolini Palli non c’è alcun problema legato alla sicurezza: «Tutti gli ingressi delle nostre tre sedi sono vigilanti in maniera rigida dai bidelli e all’esterno ci sono le telecamere. Questo ragazzo si è introdotto a scuola all’orario dell’ingresso, quando entrano tutti e c’è più confusione. È chiaro che in quel momento controllare ad uno ad uno chi entra è complicato. Abbiamo comunque fatto una denuncia: sarà compito della polizia rintracciare il responsabile. E noi da oggi metteremo un occhio in più».
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