Gioco
Pardini (Cisl) «Siamo come nell’immediato dopoguerra»
LIVORNO. Si apre la lunga fase congressuale della Cisl livornese: andrà avanti fino a fine febbraio con i congressi di tutte le categorie della confederazione, poi il 16 marzo il completamento del...
LIVORNO. Si apre la lunga fase congressuale della Cisl livornese: andrà avanti fino a fine febbraio con i congressi di tutte le categorie della confederazione, poi il 16 marzo il completamento del cammino col congresso dell'Unione sindacale cislina e l’elezione della nuova dirigenza.
Ad aprire il nuovo round è stato il segretario Giovanni Pardini, che ha paragonato all’«immediato dopoguerra» il difficile momento attuale: proprio come allora «bisogna ripartire, facendo tesoro dell'esito del referendum» con un Renzi punito «oltre i suoi demeriti» e «colpevole di confondere i suoi successi personali con la realtà di un Paese che stenta terribilmente a rimettersi in moto» (anche se ha «il merito di riaprire seppur tardivamente il dialogo sociale»).
In campo locale «non mancano le preoccupazioni», come dice Pardini: importante è la partita sulle acciaierie di Piombino, mentre l'accordo di programma su Livorno «cammina lentamente». La Cisl segnala che, «nonostante le rassicurazioni del governatore Rossi mancano ancora fatti concreti, un interlocutore ben delineato ed un cronoprogramma preciso e dettagliato». Non basta: con il Comune c’è uno «stentato dialogo» perché Palazzo Civico «evita pregiudizialmente un confronto strutturato con le organizzazioni sindacali confederali». Pardini rimprovera al governo locale di guardare «troppo all’indietro anziché in avanti».
Dopo aver sottolineato «l’atteggiamento scorretto» della Cgil («talvolta non rispetta gli impegni presi unitariamente»), i vertici Cisl vanno all’attacco sulla mancata nomina del presidente dell'Authority. Nota positiva è invece il «barlume di luce» che arriva dall'accordo con la Solvay: l’azienda «investirà nell'economia della zona più di 100 milioni di euro, fondamentali per rilanciare l'economia della zona».
Su scala nazionale, Pardini auspica che il nuovo governo «metta in cantiere la nuova legge elettorale per poi condurci a nuove elezioni».
In casa cislina si rivendica di aver confermato la propria autonomia («senza prendere posizione in merito al tanto discusso referendum»), a differenza della Cgil «da una parte felice per il successo del no, dall'altra amareggiata per le molte questioni in sospeso dopo le dimissioni dell'esecutivo che aprono le porte ad un periodo si instabilità politica».
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