Gioco
«Il sindaco di tutti i livornesi deve rispettare i lavoratori»
Lettera aperta del direttivo della Cgil a Nogarin dopo la rottura al tavolo del bilancio: «Modi offensivi»
LIVORNO. Ha scritto una lettera aperta al sindaco il direttivo della Cgil, composto dalle rappresentanze di tutte le categorie. Una lettera per chiedere il «rispetto del mondo del lavoro», dopo «l'increscioso episodio di rottura verificatosi in sede di illustrazione del bilancio preventivo dell'ente». Il riferimento è all’incontro di inizio dicembre in municipio tra i vertici della Cgil e l’amministrazione pentastellata (sindaco e assessore Lemmetti). «Quando sei invitato ad una riunione per la presentazione del bilancio del Comune - scrisse subito dopo Maurizio Strazzullo - ti aspetti che il sindaco e l'assessore al bilancio ti illustrino le entrate e le uscite, ti presentino degli schemi, ti argomentino le criticità. Invece ti trovi di fronte a persone che ridono scherzano, si guardano, poi ridendo: "lo presenti te assessore ?", "no sindaco non ho voglia e poi non c'è niente da dire è uguale all'anno passato...”».
«Il direttivo provinciale della Cgil - si legge oggi nella lettera oggi indirizzata al “sindaco di tutti i livornesi” - messo a conoscenza dell'atteggiamento tenuto con le rappresentanze sindacali, richiesto peraltro dal sindaco e dalla giunta, condanna l'atteggiamento assunto dal sindaco e dell'assessore Lemmetti. Sottolinea che il confronto con i legittimi rappresentanti dei lavoratori è l'anima della democrazia e deve essere agito con il massimo rispetto e la massima educazione». Il bilancio del nostro Comune, si legge, «non può ignorare la trasparenza e il confronto con i rappresentanti dei lavoratori» e il direttivo «conferma il proprio rispetto per il sindaco eletto dai livornesi, ma nel contempo esige che altrettanto rispetto sia dovuto ai lavoratori». «Durante l'incontro per l'illustrazione del bilancio - viene evidenziato - tutti i rappresentanti sindacali sono stati costretti ad abbandonare il tavolo, a causa del modo offensivo in cui è stato condotto, lesivo della dignità di rappresentanti e rappresentati». Il direttivo «ribadisce la piena autonomia nell'elezione degli organismi dirigenti nelle scelte di politica sindacale»: «il sindaco non ha alcuna autorità nell'indicare chi rappresenta la Cgil nei confronti e nelle trattative».
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