Il Tirreno

Livorno

«Città ferma, siamo al collasso» Pd all’attacco della giunta M5S

di Matteo Scardigli
«Città ferma, siamo al collasso» Pd all’attacco della giunta M5S

Dalla sede di via Donnini i vertici del partito (ma partecipano solo due consiglieri) puntano i riflettori su tasse, lavoro, traffico e sociale. «Nogarin non ha un progetto e il nuovo piano strutturale non c’è»

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LIVORNO. «Così siamo al collasso». Il Pd livornese boccia la giunta comunale pentastellata su tutta la linea: a metà del mandato amministrativo, a fare il punto dalla sede del Pd sono il segretario cittadino Federico Bellandi, il capogruppo Pietro Caruso e la consigliera comunale Cristina Bini. «Nogarin dà ancora la colpa a chi c’era prima, quando non ha un progetto per la città e non c’è il piano strutturale. Ma intanto alza la Tari e massimizza l’addizionale Irpef, e si vanta dello stop al nuovo ospedale e del concordato voluto per Aamps», rompono il ghiaccio i rappresentanti del Pd presenti. Va detto che all’incontro non si è visto tutto il gruppo consiliare del Pd, come invece era stato annunciato ma solo il capogruppo e una consigliera: tutti gli altri, per impegni vari, non hanno partecipato. La cosa non è passata inosservata.

Tornando alle dichiarazioni, ecco Bellandi che spara a zero sul primo cittadino cavalcando quella che è stata ribattezzata da tempo “tassa sul centro”, ovvero l’aumento dei permessi in deroga per i professionisti e soprattutto le lettere diventate a pagamento per i residenti delle Ztl e delle Zsc. Insieme al pagamento dei contrassegni, il Comune ha annunciato 12mila nuovi stalli a pagamento in centro. «In questo modo - attacca il segretario - si concentra il traffico là dove si doveva togliere con interventi fatti a spot, e ancora non si sa come quei soldi verranno spesi».

Ma è soprattutto sul lavoro che sposta i riflettori Bellandi: «Nogarin ha detto più volte che lui non se ne occupa, però critica gli interventi della Regione. Intanto stiamo ancora aspettando il fantomatico studio alternativo per la Darsena Europa e l’ “asso nella manica” per salvare la Trw».

Ed a proposito di aziende, all’indomani delle nuove tensioni scoppiate in Aamps per il licenziamento di due quadri, Bellandi passa alle società partecipate: «Non vi è certezza sul futuro di Asa né di Aamps. Mentre è certo che l’ippodromo adesso è terra di nessuno e i lavoratori sono a piedi».

Negativo il giudizio del segretario anche sugli investimenti: «Non ci sono scelte industriali degne di nota, e la sbandierata alternativa del turismo ha subìto in bilancio una riduzione di fondi».

Male per Bellandi e Bini infine anche il sociale: «A fronte di tagli alle risorse e ai rapporti con il terzo settore, hanno mal gestito la vicenda delle social card» dice il primo, mentre il reddito di cittadinanza, sottolinea la seconda, «è una lotteria per pochi fortunati». E si chiede «che dati sono stati forniti al Sole24Ore per fare quella classifica, Ina Dhimgjini cosa aspetta ad investire di più s sul sociale». Secondo Caruso, però, qualcosa di buono Nogarin lo ha fatto: «È tornato sulle nostre proposte per villa Corridi e per il blocco popolare della Chiccaia, a Shangai, costretto dai pareri negativi delle autorità competenti».

Per il capogruppo uno dei peccati originali della giunta a cinque stelle sono la partecipazione e la comunicazione con la città: «Facebook non può essere l’unico mezzo per esprimersi, così si manca di rispetto all’istituzione del consiglio comunale e a tutti i cittadini rappresentati dai propri eletti. Lo sapete che intanto in Comune giacciono quattordici petizioni inascoltate?».

«Pochi giorni fa poi - prosegue - in Camera di Commercio con InvItalia e la Regione (e 40 milioni di investimenti in ballo) la giunta non c’era, e la risposta dell’assessora Francesca Martini, mentre eravamo in consiglio comunale, è arrivata solo via social, su Facebook, ed è solo dal giornale che apprendiamo del furto al museo Fattori, della fine dei Piuss, dell’UniPi che abbandona la Dogana d’Acqua, del futuro dello Scoglio della Regina...». Dalla comunicazione definita mancata il capogruppo si sposta su quella “incerta”: «Bugie! Non c’è traccia dell’annunciata riduzione delle tasse per il 2017, così come dei promessi 88 milioni di investimenti in tre anni; gli investimenti si fanno con i 35 milioni dell’Europa, dello Stato e della Regione, cioè con i soldi degli altri».

Secondo Bellandi infine l’andamento dei conti del Comune è preoccupante: «Per i sindaci revisori c’è il rischio che salti tutto, vista la riduzione di cassa dai 16 milioni del 2013 ai 5 del 2015, ed il ricorso sistematico alle anticipazioni di tesoreria da 12 milioni solo nel 2016». «Tanto fumo e niente arrosto», conclude Caruso: «Nogarin è riuscito solo a compattare le opposizioni di fronte ad una gestione inefficiente della cosa pubblica».

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