Gioco
Addio Sergio Benincasa signore del giornalismo con Livorno nel cuore
È stato direttore del Tirreno, dove ha lavorato fin dagli anni ’60 Poi si è spostato in Umbria ma qui ha mantenuto le sue radici
LIVORNO. È morto a 82 anni il giornalista Sergio Benincasa. Livornese doc (nel 1986 si era trasferito a Perugia) ha trascorso un lungo periodo della sua carriera, dal 1961 al 1971 aI Telegrafo (poi Tirreno) di Livorno come capo servizio del settore sport e responsabile della pagina della cultura. Nella redazione di viale Alfieri molti che allora erano alle prime armi lo ricordano sempre con affetto e ricordano anche il suo grande spessore professionale.
I primi passi da giornalista Benincasa li aveva mossi invece nella redazione labronica de “La Nazione” occupandosi prevalentemente di cronaca e sport . Ha lavorato anche a Milano, alla redazione centrale del Guerin Sportivo di Gianni Brera.
Nel 1971 fu a Roma come cronista parlamentare per l’agenzia nazionale di stampa Asca.
Ma uno dei suoi sogni si avvera nel 1975 quando torna al Telegrafo di Livorno, tra le scrivanie di viale Alfieri come responsabile della redazione interni.Nel 1978, con l’arrivo del “Gruppo Caracciolo”, divenne caporedattore e poi direttore responsabile del nostro quotidiano che nel frattempo era diventato “Il Tirreno”. Dal 1979 fu direttore de La Provincia Pavese e de Il Gazzettino di Vigevano, quotidiani dello stesso “Gruppo Caracciolo”.I colleghi del Corriere dell’Umbria che hanno avuto come direttore Benincasa, lo ricordano con grande affetto. «Livornese lo era dentro, per piglio, carattere e quell’accento che ancora lo tradiva anche a distanza di oltre trent’anni. Un carattere a volte difficile da smussare, nonostante le storiche frequentazioni democristiane, ma era solo apparenza perché nel lavoro prediligeva un giornalismo sempre all’attacco, senza mezze misure - scrive la direttrice Anna Mossuto sul quotidiano umbro - .L’aspetto signorile e lo stile quasi inglese nascondevano un lottatore. Era pur bravo nella diplomazia, l’esperienza da cronista parlamentare è stata una buona palestra, ma senza mai compromessi al ribasso. Dopo la pensione non si è tirato indietro di fronte a nuove sfide, ha formato altre generazioni di giornalisti. Negli ultimi anni si era trasferito a Roma dall’amata figlia Giovanna. «Era un giornalista di razza, un professionista rigoroso. Ma soprattutto era una persona perbene» conclude la giornalista Anna Mossuto nel suo ricordo. Con una preghiera: «Per favore continua a leggerci da lassù...»..
Condoglianze alla famiglia anche da parte del Lions Club Livorno Host e dal suo presidente Marco Rossi: «È con grande dolore che apprendo della morte di Sergio Benincasa, grande giornalista anche del Tirreno».
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